Enologia e turismo:  la Sardegna brinda con Cantine aperte

Nel weekend appuntamento in 13 tra le migliori aziende vitivinicole. Non solo degustazioni, ma anche percorsi dedicati

SASSARI. Tredici cantine sarde sono pronte ad aprire le porte a una categoria speciale di visitatori, i turisti del vino. Un movimento che dal 1993, quando è andata in scena la prima edizione di Cantine aperte, è cresciuto fino a superare il milione di enoturisti che durante i due giorni della manifestazione (sabato 27 e domenica 28) visiteranno le 800 cantine che in tutta Italia hanno aderito all’edizione 2017 della manifestazione che permette agli appassionati di varcare i cancelli delle aziende vinicole per scoprire i segreti del vino.

Le cantine sarde. Saranno tredici, distribuite nelle quattro province storiche dell’isola. L’elenco delle Cantine aperte della Sardegna comprende Argiolas (Serdiana), Atha Ruja Poderi (Dorgali), Audarya (Serdiana), Cantina Lilliu (Ussaramanna), Cantina Columbu (Bosa), Cantina Su’entu (Sanluri), Olianas (Gergei), Pala (Serdiana), Sella & Mosca (Alghero), Tenuta Muscazega (Luras), Tenute Delogu (Alghero), Tenute Olbios (Olbia) e Vigne Surrau (Arzachena). Un numero cresciuto dopo l’ultima edizione che aveva contato appena tre cantine mentre quest’anno il conto è lievitato fino a toccare quota tredici. Un segno evidente di come le aziende abbiano deciso di gettare le basi per un sistema diffuso e siano sempre più consapevoli di quanto possa essere importante fare squadra.

Visitatori e ospitalità. L’anno scorso sono stati censiti più di 4mila ospiti arrivati nelle tre cantine che avevano aderito alla manifestazione. Nei report del 2016 figurano molti turisti stranieri, ma anche tanti giovani e famiglie che si sono mossi da tutta l’isola. Un risultato che aveva garantito un discreto risultato anche in termini di ritorno economico. E proprio la riuscita della scorsa edizione ha generato una piccola rivoluzione: quest’anno accanto ai big dell’enologia sarda, come Argiolas, Sella & Mosca e Pala, si sono aggiunte cantine più piccole come Muscazega di Luras o Columbu di Bosa. Cantine aperte, oltre che un’importante ritorno d’immagine, permette ai produttori di incontrare un ampio pubblico di curiosi ma anche di potenziali nuovi consumatori. Se poi, oltre al vino, i visitatori hanno la possibilità di soggiornare a pochi passi dalle cantine, il cerchio si chiude con maggiore facilità. È il caso delle Tenute Delogu, che hanno un agriturismo collegato alla cantina, ma anche dell’albergo diffuso Aghinas della Cantina Columbu che si trova nel centro storico di Bosa mentre la Cantina Lilliu di Ussaramanna offre un pacchetto turistico di due giorni, con cena e pernottamento.

Gli eventi. Cantine aperte non è solo vino. Anzi. Oltre al tintinnio dei calici, ogni appuntamento avrà un evento culturale collaterale: a Dorgali ci sarà una passeggiata alla scoperta del microclima della valle di Oddoene, in Gallura, da Vigne Surrau si potranno degustare le specialità del territorio, mentre Tenute Olbios, sabato pomeriggio, ospita Chiara Vigo e Carlo Delfino, la protagonista e l’editore del libro “L’ultimo maestro di bisso” dedicato alla lavorazione della seta del mare. Domenica da Argiolas, a Serdiana, visita ai vigneti in Vespa, o sul Segway, e si potrà assistere ai cooking show degli chef Achille Pinna, al mattino, e Alberto Sanna e Alessandro Taras, il pomeriggio. Audarya propone invece massaggi tra i vigneti e una degustazione. Pala ha puntato su un pranzo e un aperitivo d’autore, Su’entu scommette sui segreti della vinificazione, Olianas propone passeggiate a cavallo nelle vigne, Sella & Mosca abbina le visite in azienda a quelle al parco di Porto Conte mentre Tenuta Muscazega punta sul binomio composto da vino e folklore.

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