Ciliegie, l’oro rosso Bonarcado è pronto a cogliere l’occasione 

Il Montiferru cerca il rilancio con un progetto ambizioso:  marchio ed estensione della coltivazione per la precoce

BONARCADO. Il Montiferru come le colline del Modenese: punta a diventare la Vignola della Sardegna, Bonarcado, il paese che alle sue ciliegie ha deciso di affidare la più importante scommessa di rilancio economico. Mentre si festeggia il successo della XV sagra appena conclusa, prende forma il progetto di estendere in maniera massiccia la coltivazione delle ciliegie precoci che sono considerate un’eccellenza dai buongustai, impiantando nuovi ciliegieti, recuperando terreni marginali e agricoli non più coltivati. Tutto attraverso un accordo di filiera che vedrà protagonisti gli agricoltori, la Coldiretti e soprattutto il Comune che ha già avviato il progetto di un marchio di qualità per “sa cariasa bonarcadesa”, assicurando anche locali di stoccaggio e trasformazione per il prodotto.
Meglio andare per gradi. Le potenzialità sono enormi, come ha spiegato il sindaco, Franco Pinna, illustrando il progetto nel corso di un a recente conferenza stampa, nel territorio del paese si potrebbero recuperare qualcosa come 100 ettari di terreni dove un tempo si produceva il grano duro più buono che mai. Affossata da un mercato globale che non fa sconti a un sistema agricolo certo non intensivo e limitato da una enorme frammentazione delle aziende, la cerealicoltura anche a Bonarcado non è più risultata remunerativa per gli agricoltori che, negli anni, hanno rinunciato a coltivare il grano. Da qui l’idea: rilanciare la produzione che al momento ha maggiori chance: appunto le ciliegie, produzione storica, tramandata negli anni che, come spiega Giuseppe Casu, direttore della Coldiretti di Oristano «caratterizza il piccolo centro del Montiferru in modo unico, per qualità e prodotto».
È un progetto che ha l’obbiettivo di chiudere la filiera: la ciliegia di Bonarcado, tracciata, individuata e valorizzata avrà il suo naturale punto d’approdo nei circuiti di vendita provinciali e regionali.
La prima fase, sperimentale, prevede di mettere assieme un gruppo limitato e motivato di aziende agricole che, riunito in associazione temporanea di imprese, sia in grado di aggregare il prodotto, condividere i percorsi di vendita diretta, spazi di vendita, attrezzature, logistica e organizzazione, pur lasciando ad ogni singola azienda autonomia gestionale, fiscale e commerciale. Se la fase sperimentale darà i risultati sperati, si passerà allo sviluppo del progetto, coinvolgendo un numero maggiore di aziende. Sarà quindi il marchio di Denominazione di origine delle ciliegie di Bonarcado a rappresentare l’immagine trainante del prodotto: una garanzia per gli agricoltori e soprattutto, per i consumatori. La vendita rappresenta l’aspetto più rilevante dell’intero progetto: tutte le azioni sono infatti finalizzate alla realizzazione di una rete commerciale del prodotto. Quest’anno si è già partiti con la vendita delle ciliegie con il marchio “Bonarcado” ai mercati Campagna Amica di Oristano e al market Frongia di Oristano. Pochi spazi di vendita legati alla quantità ancora limitata di prodotto disponibile: appena 40 quintali, decisamente pochi per poter immaginare di allargare fin da subito la distribuzione delle prelibate ciliegie precoci verso altri canali, come ristoranti, mense e punti vendita convenzionati. Da qui la decisione di estendere la coltivazione dei ciliegi, oggi limitata ad appena 20mila piante,
tutte senza marchio di qualità. E siccome le produzioni agricole hanno un futuro se legate alla loro trasformazione, già si ipotizza di creare piccole industrie conserviere per la produzione di marmellate, succhi e liquori, creando nuove opportunità di occupazione.
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