La nuova mappa degli ospedali in Sardegna: persi 111 posti letto

Al via in commissione sanità il confronto sulla riorganizzazione della rete. Riduzione nei grandi centri, potenziamento dell’offerta nelle aree periferiche

CAGLIARI. La riorganizzazione della rete ospedaliera è ancora ai preliminari. In commissione è appena cominciato il confronto sulla mappa licenziata nel 2016 dalla giunta e che, secondo il centrosinistra, dovrebbe essere approvata entro luglio.

Posti letto. La riorganizzazione prevede che siano ridotti quelli destinati agli acuti, sono troppi, e aumentati i post acuti nelle 39 strutture di ricovero (29 pubbliche e 11 private) censite. La riduzione in totale sarà di 111 posti letto: da 5901 a 5790, per ottenere – com’è scritto nella proposta dell’assessorato alla sanità – «una distribuzione capillare lontano dalle aree più popolate». Nel dettaglio quelli pubblici subiranno un taglio: da 4865 a 4643, meno 222, i privati aumenteranno: da 1036 a 1147, più 111. Fra le ex Asl sarà quella di Sassari a sentire più delle altre gli effetti della ridistribuzione: da 1307 a 1094, con 213 posti in meno. Anche Cagliari sarà sottoposta a una vera rivoluzione: da 2602 a 2461, 141 in meno. Più contenuta la riorganizzazione negli ospedali del Sulcis: meno 26, da 323 a 297. Se Oristano rimarrà con la stessa dotazione, 520 posti, cresceranno le altre: Olbia-Tempio più 184, da 356 a 540 compresi quelli assegnati sulla carta al Mater, Nuoro più 43, da 442 a 485, l’Ogliastra più 6, da 175 a 181, il Campidano più 36, da 176 a 212. I numeri sembrano confermare il principio di «una nuova e più omogenea distribuzione dei posti letto»: ad aumentare la dotazione saranno le ex Asl lontane da Cagliari e Sassari, mentre gli ospedali dei due poli metropolitani avranno il riconoscimento dell’alta specializzazione.

Ospedali. Al Nord a far da capofila sarà l’Azienda universitaria, che ha accorpato il Santissima Annunziata. Il Civile di Alghero sarà ancora sede di pronto soccorso e avrà i reparti di medicina interna, chirurgia generale, anestesia e ortopedia. Il Marino di Alghero e il Segni di Ozieri diventeranno strutture extraospedaliere. In Gallura sarà il Giovanni Paolo II l’ospedale di primo livello, con 14 reparti compresi rianimazione, ostetricia, pediatria, cardiologia e urologia. Il Dettori di Tempio entrerà a far parte della rete territoriale. Il Merlo della Maddalena sarà un ospedale di area disagiata, con pronto soccorso e 20 posti letto. Nel Nuorese l’ospedale capofila sarà il San Francesco, lo Zonchello diventerà centro per la riabilitazione e il San Camillo di Sorgono resterà aperto: è in un’area disagiata. È la stessa qualifica riconosciuta all’ospedale di Lanusei, che avrà di sicuro il pronto soccorso e la chirurgia generale. Nell’Oristanese il San Martino ospedale di primo livello, Bosa sarà struttura extraospedaliera. Nel Medio Campidano San Gavino sarà sede di pronto soccorso, nel Sulcis previsti diversi accorpamenti fra il Sirai di Carbonia e il Cto d’Iglesias. Nel Cagliaritano l’ospedale di riferimento regionale sarà il Brotzu insieme all’Oncologico
e al Microcitemico. Un gradino più in basso l’Azienda universitaria e il Santissima Trinità. Il Marino diventerà centro per la riabilitazione. Il San Marcellino di Muravera sarà ancora l’ospedale del Sarrabus, quello di Isili dovrebbe diventare una struttura extraospedaliera. (ua)

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