polo energetico in agonia 

Piras: «Ottana, vertenza al Mise» 

L'assessore regionale all'industria ha incontrato i cassintegrati

OTTANA. «L'attenzione della presidenza della Regione e dell'assessorato all'industria sulla situazione del polo industriale di Ottana è sempre stata al massimo livello». L'assessore Maria Grazia Piras ha fatto il punto sulla vertenza Ottana nel corso di un incontro con un gruppo di lavoratori in cassa integrazione che si è tenuto ieri davanti ai cancelli chiusi di Ottana Energia e Ottana Polimeri. I lavoratori da due giorni presidiano l'ingresso dello stabilimento per attirare l'attenzione di istituzioni e opinione pubblica sulla loro vertenza che si trascina insoluta da tre anni. «Già da tempo –dice la Piras – abbiamo promosso interlocuzioni con la presidenza del Consiglio dei ministri e col ministero della sviluppo economico per chiedere l'apertura di un tavolo tecnico al fine di trovare una soluzione strategica che garantisca la ripresa del sito e la continuità produttiva della filiera chimica e del sistema energetico. L'incontro dovrebbe tenersi entro i prossimi quindici giorni».

Con lei c'era anche il consigliere regionale Daniele Cocco (Dp), primo firmatario della mozione sulla vertenza Ottana approvata all'unanimità dal consiglio regionale il 4 maggio: «Purtroppo – dice – la mozione non ha ancora avuto riscontro. Non è più accettabile che una vertenza così importante come Ottana continui a essere sottovalutata senza che a tutt'oggi sia stato convocato un tavolo tecnico per definire le azioni per la verifica dello stato di attuazione del rilancio del sito». Su questo punto la Piras è stata chiara: «Abbiamo chiesto un tavolo presso la presidenza del Consiglio dei ministri con un documento presentato il 18 febbraio. Ora siamo arrivati alla fase conclusiva: l'incontro dovrebbe tenersi entro 15 giorni. È fondamentale che al tavolo partecipi anche Paolo Clivati perché abbiamo bisogno di capire quali siano gli obiettivi reali dell'imprenditore». Un punto, questo, chiarito dal rappresentante dell'azienda, Giorgio Asuni: «Clivati è pronto ad andare avanti a patto che ci siano le condizioni per farlo». Le condizioni sono sempre le stesse: abbattimento dei gap strutturali come costo dell'energia e dei trasporti, la possibilità di riconvertire la centrale al metano e l'accorciamento su scala regionale della filiera chimica con l'acquisizione degli impianti dismessi di Versalis-Eni di Sarroch. Ma anche su questo percorso la Regione avrebbe fatto la sua parte. «La giunta – ha detto la Piras – ha favorito il rapporto con Versalis
per l'acquisizione dell'impianto di Sarroch utile a Ottana Polimeri per il raggiungimento degli obiettivi produttivi». Un riferimento esplicito al fatto che ora la parola passa a Clivati. Intanto i lavoratori, la cui cassa integrazione scade a settembre, continuano il presidio a oltranza.

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