Fondi Ue, condannata la Regione: «Deve risarcire gli albergatori»

La Corte d’appello di Cagliari ribalta le sentenze di primo grado che avevano respinto i ricorsi degli hotel. Da restituire quasi 4 milioni di euro

SASSARI. La Corte d’appello condanna la Regione a restituire agli albergatori i contributi europei che avevano ricevuto diversi anni fa per operazioni di restyling. Una serie di sentenze - 15 per l’esattezza, una per ogni albergo che aveva fatto opposizione - che ribaltano quanto deciso in primo grado dal tribunale di Cagliari. La Regione, dunque, dovrà staccare 15 assegni a più zeri. Un verdetto che riscrive la paradossale vicenda dei fondi europei in cui sono rimaste imbrigliate 28 strutture alberghiere sarde. Una telenovela lunga 18 anni, quando gli hotel ottennero 35 milioni di euro di fondi pubblici per interventi di ristrutturazione. Soldi che poi sono stati condannati a restituire alla Regione, perché bollati dall’Unione europea come aiuti di Stato. Da quel momento è iniziata una lunga battaglia legale che all’inizio ha visto soccombere gli albergatori, molti dei quali nel frattempo finiti in ginocchio. Ora però i giudici hanno trasformatori i vinti in vincitori.

Le sentenze. Con 15 distinte sentenze la Corte d'Appello ha accolto gli appelli proposti dalle imprese alberghiere che si erano viste revocare i contributi, originariamente concessi dalla Regione ai sensi della legge 9 del 1998 per la riqualificazione delle strutture. Gli appelli avevano ad oggetto le sentenze con le quali il tribunale di Cagliari aveva, in primo grado, respinto le opposizioni delle imprese alle ingiunzioni emesse dalla Regione per il recupero del contributo economico e degli interessi. La Corte ha ritenuto violati dalla Regione sia il diritto comunitario che il legittimo affidamento che le imprese avevano riposto sulla legittimità del contributo.

La storia. Gli albergatori, infatti, avevano sempre ritenuto la Regione colpevole di avere pubblicato un bando che, per quanto non conforme alle norme comunitarie, aveva legittimato le loro aspettative. La misura era stata regolarmente notificata e approvata dalla Commissione europea, con la sola condizione che gli investimenti partissero successivamente alla presentazione di una domanda da parte delle imprese, mentre la Regione aveva invece deciso di ammettere anche investimenti sostenuti in precedenza.

Vittoria legale. I legali delle imprese alberghiere, gli avvocati Giovanni Dore, Fabio Ciulli e Alessio Vinci, sono riusciti a dimostrare che la Regione anziché trasmettere agli hotel il testo integrale della decisione comunitaria, aveva inviato un semplice fax nel quale le condizioni imposte dalla Ue erano state eliminate. Pertanto le imprese sono riuscite nell’intento di dimostrare da un lato la loro buona fede e dall'altro l'ammissione della propria responsabilità da parte della stessa Regione in tutti gli atti successivi. Di conseguenza, secondo la Corte d’appello, sussiste il diritto delle imprese al risarcimento dei danni subiti.

I risarcimenti. L’assegno più grosso dovrà essere staccato a favore dell’hotel San Marco di Alghero: 780mila euro. Altri 650mila all’Ollastu di Costa Corallina, nel litorale tra Olbia e Porto San Paolo. La lista dei risarcimenti, che ammontano a quasi 4 milioni di euro, prosegue con il Gabbiano azzurro di Golfo Aranci (363mila euro), l’hotel La Rocca di Baja Sardinia (266mila), Li Nibbari di Marina di Sorso (247mila), il camping Pini e mare di Quartu (246mila), lo Stella
2000 di Olbia (229mila). Nell’elenco anche il residence Picalè di Alghero, il camping Golfo dell’Asinara, l’hotel Airone di Baja Sardinia, il residence Le Bouganville, il Carlo Felice di Sassari, l’Esagono di San Teodoro e il Corallaro di Santa Teresa.

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