Ucciso dall’ex-fidanzata: lei confessa dopo l’arresto 

La ragazza di origine bengalese aveva lanciato l’allarme, poi era sparita Il 23enne ammazzato a coltellate. La polizia: «Un attacco brutale e feroce»

NUORO. È stata una donna a uccidere Pietro Sanna: la sua ex fidanzata. Lo ha confessato lei stessa, ieri a tarda sera, nell’interrogatorio con la polizia inglese che l’aveva arrestata martedì notte nell’ambito delle indagini sull’omicidio del ragazzo nuorese, barbaramente ucciso nel suo appartamento a Londra la notte tra domenica 25 e lunedì 26. È una giovane di origini bengalesi ma con cittadinanza inglese della quale non sono state rese note le generalità. La loro relazione risalirebbe a diversi mesi fa. La ragazza sarebbe la stessa persona che aveva telefonato al fratello di Pietro, Giomaria, anche lui residente nella metropoli, per avvertirlo che era successo “qualcosa di grave” al ragazzo, invitandolo a raggiungere immediatamente l’abitazione nella zona Est di Londra.

Attacco brutale. La notizia sarebbe stata confermata dai familiari del giovane, che in queste ore si trovano a Londra. Non si conoscono i motivi dell’omicidio, né le modalità con cui è avvenuto. Di sicuro si sa che il ragazzo nuorese è stato ucciso con «un attacco brutale e feroce», come aveva sottolineato la polizia di Londra subito dopo la scoperta del delitto. Proprio la violenza con cui erano state inferte le numerose coltellate, almeno una ventina, aveva inizialmente portato a ritenere che l’autore fosse un uomo, e anche di corporatura robusta. Poi, improvvisa, la svolta nelle indagini, con la confessione della donna che ha detto di essere stata lei, e di avere agito da sola. Il motivo? Non riusciva ad accettare evidentemente che la relazione con Pietro fosse finita, come lui la riteneva, e forse per questo ha deciso di aggredirlo e porre fine alla sua vita, colpendolo alle spalle ripetutamente. Proprio questa circostanza farebbe pensare che il ragazzo sia stato colpito quando non se lo aspettava minimamente.

Le telecamere. Già ieri mattina gli investigatori avevano confidato ai familiari della vittima di essere sulla pista giusta, ma non avevano fornito ulteriori particolari. Era chiaro comunque che ritenevano determinanti la testimonianza della ragazza e l’analisi dei filmati registrati dalle telecamere presenti nella via. Anche perché la polizia inglese voleva capire per quale motivo lunedì mattina, dopo aver avvisato il fratello di Pietro (che evidentemente conosceva visto che aveva il suo numero di telefono), la donna non avesse atteso sul posto il suo arrivo con la polizia (che aveva dovuto sfondare la porta dell’appartamento) ma invece si fosse allontanata da casa. La giovane bengalese era stata rintracciata dopo alcune ore e sottoposta a interrogatorio. Poi era scattato l’arresto.

Ieri intanto è stata effettuata l’autopsia sul corpo del giovane, che ha confermato le cause della morte, ma per avere il responso definitivo, con tutti gli esami del caso, bisognerà attendere qualche giorno, e solo allora la salma verrà restituita ai familiari per essere trasferita in Sardegna, a Nuoro, dove Pietro verrà sepolto.

L’attesa. I familiari del ragazzo sono stati tra i primi ad aver appreso la notizia della confessione. Nella capitale britannica, oltre al fratello maggiore di Pietro, Giomaria, ci sono il padre Piergraziano Sanna, la madre Valentina Coiana accompagnata dal fratello Antonio, e l’altra figlia della coppia, Marisa, che studia all’università di Cagliari.

Chiarito il mistero sul possibile movente, restano da chiarire alcuni particolari. Di sicuro si sa che oggetti di Pietro Sanna sono spariti dalla casa. Come il telefono cellulare, circostanza che potrebbe aver consentito di tracciare i movimenti dell’assassino (pare che il profilo whatsapp di Pietro risultasse on line anche quando lui era già morto). Non è dato sapere se dalla stanza del ragazzo sia sparita anche la costosa attrezzatura da dj. Con il nome d’arte Pieztek, Pietro aveva un profilo sul sito musicale Sound Cloud molto seguito.

Le testimonianze. Emergono anche le testimonianze dei vicini di casa, alcuni dei quali ricordano con simpatia il ragazzo nuorese, come riporta il quotidiano londinese Evening Standard. Parlano di un giovane “educato e
amabile” che chiamavano affettuosamente Pedro. «Era un ragazzo adorabile – ha detto un vicino ai giornalisti inglesi –. Lo vedevamo andare e venire con la sua bici, salutava sempre. Abitava qui da circa sei mesi. Non ha mai dato problemi».

(ha collaborato Stefania Vatieri)

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