l’iniziativa 

A Chiaramonti si battono nuove piste arriva il primo allevamento di bufali

CHIARAMONTI. Quando si parla di bufali il pensiero corre all’inimitabile mozzarella ricavata dal suo latte ma anche alla scamorza, allo stracchino, alla burrata e al tomino. Ma non tutti sanno che le...

CHIARAMONTI. Quando si parla di bufali il pensiero corre all’inimitabile mozzarella ricavata dal suo latte ma anche alla scamorza, allo stracchino, alla burrata e al tomino. Ma non tutti sanno che le sue carni sono ottime, molto magre e saporite. Eppure in Sardegna l’allevamento del bufalo non è praticato. Se lo è chiesto qualche tempo fa Claudio Truddaiu, un giovane di Chiaramonti che lavora come addetto al controllo qualità alla Sella & Mosca ma che nell’azienda di famiglia – 55 ettari a “su Sassu altu” – alleva pecore e capre e conduce, insieme alla madre Doloretta, al padre Gianni e ai fratelli Dario e Patrizio, l’azienda agrituristica “Pentuma”, che ospita anche una delle prime fattorie didattiche. «Ho pensato di creare qualcosa di diverso e produttivo nell’azienda di famiglia – racconta Claudio Truddaiu –. Ho saputo che in Italia viene prodotto e commercializzato un tipo di carne molto apprezzata, quella del bufalo appunto, così ho pensato di avviare il primo allevamento di bufali in Sardegna». In realtà qualche anno fa ne era nato uno uguale a Ortacesus, in Trexenta, ma aveva chiuso dopo circa 5 anni. In Italia, invece, si allevano circa 350mila bufali, quasi esclusivamente per la produzione dei latticini ed in particolare della famosa mozzarella. Circa il 70% dei capi si trova al Sud, il 20% al Centro e solo il 10% al Nord, dove la specie è arrivata negli ultimi 20 anni e dove è iniziata la valorizzazione della sua carne. «Gli animali mi son sempre piaciuti e anche le loro carni e i prodotti derivati – spiega il giovane allevatore – ma la composizione della carne bufalina mi ha incuriosito e ho contattato diversi allevamenti per cercare animali da comprare e portare nella nostra azienda. Nel frattempo ho acquistato qualche libro per studiare e capirne qualcosa in più. Dopo circa un mese di ricerche, un paio di aziende del nord Italia hanno accettato la mia richiesta di acquisto. Senza pensarci due volte sono andato a vedere gli allevamenti e così ho potuto osservare e capire qualcosa di più del bufalo, gustandone la carne e i prodotti caseari e ho stipulato un accordo per l’acquisto di 8 bufalotti. L’idea è avviare un allevamento biologico di bufali, creando per loro un habitat ideale con il laghetto, il riparo dalle intemperie con rocce e legname e il pascolo brado. L’allevamento verrà così utilizzato a supporto della fattoria didattica e dell’agriturismo, con nuovi prodotti alimentari e nuovi piatti e per il commercio delle carni nella nostro territorio. La speranza
è creare una nuova economia in Anglona attraverso il loro allevamento. Oggi i primi bufalotti arriveranno in azienda – racconta con una certa emozione Claudio Truddaiu –. Cercheremo di farli sentire subito a casa, sperando che possa essere l’inizio di una bella avventura insieme».

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