I tre inghiottiti dal lago: senza esito le ricerche 

Trovata una scatola con ami vicino a un isolotto. Sul fondale 4 metri di fango

ORROLI. Ancora senza esito, nonostante il vasto dispiegamento di forze, le ricerche delle tre persone scomparse sabato pomeriggio nel lago Mulargia mentre effettuavano una battuta di pesca. Remo Frau, 50 anni, elettricista, il figlio Iulian Nicusor Papirlan, 17enne, studente, originario della Romania, e Gianfranco Sirigu, 41 anni, celibe, disoccupato, sono stati inghiottiti dal fondale limaccioso del lago.

A coordinare le ricerche è la postazione mobile di comando e coordinamento dei vigili del fuoco (ucl) allestita domenica mattina nel territorio di Siurgus Donigala, nella piazzola dello scivolo, di fronte alla diga. Ieri le ricerche, iniziate alle prime luci dell’alba e sospese all’imbrunire, sono state concentrate in modo particolare vicino all’isolotto dove domenica sono stati rinvenuti alcuni effetti personali dei tre pescatori dilettanti. Alle ricerche nel lago hanno partecipato, oltre ai sommozzatori dei vigili del fuoco e dei carabinieri, i nuclei speleo alpino fluviale (saf), auto protezione ambiente acquatico (atp) e soccorso subacqueo e acquatico (sa) dei vigili del fuoco supportati a terra dai carabinieri delle stazioni di Orroli, Nurri, Villanovatulo, Siurgus Donigala e della compagnie di Isili e di Dolianova, da diversi parenti e amici degli scomparsi e da volontari della protezione civile che hanno inutilmente setacciato le rive del lago. «Il fondo melmoso del lago- rende quasi impossibile la visibilità – ha detto uno dei sommozzatori –. Stiamo lavorando in condizioni precarie». Secondo un sommozzatore professionista che recentemente ha effettuato dei controlli per conto di una società nel fondo del lago Mulargia mediamente ci sono 4 metri di fango e melma. Nella tarda mattinata di ieri nei pressi dell’isolotto i sommozzatori hanno rinvenuto un contenitore all’interno del quale c’erano ami e esche che secondo uno dei fratelli faceva parte dell’equipaggiamento di Gianfranco Sirigu. Questa mattina i sommozzatori concentreranno le ricerche nell’area della diga ed ispezioneranno le griglie di aspirazione dell’acqua della centrale idroelettrica. Non si esclude che i tre scomparsi siano stati risucchiati dalla corrente. Durante le immersioni saranno chiuse le paratie.

A Orroli intanto, col passare delle ore, cresce lo sgomento. La rassegnazione è oramai subentrata alla speranza. Anche se è evidente la rabbia c’è tuttavia molto compostezza. In tanti hanno manifestato la propria vicinanza a Fanica Giol, la convivente di Remo Frau, e ai genitori dei due orrolesi scomparsi. Omero Frau e Milvia Fadda, Ignazio Sirigu e Lucia Stori.

Il sindaco di Orroli Antonio Orgiana così come ha fatto domenica anche ieri ha seguito in prima persona le ricerche e si è tenuto in stretto contatto sia con i carabinieri che con i vigili del fuoco. I tre dispersi nella tarda mattinata di sabato, nonostante le proibitive condizioni meteorologiche (tirava un forte vento di maestrale che increspava le acque) si sono avventurati nel lago per una battuta di pesca a bordo di una barchetta di vetroresina. Dei tre solo Gianfranco Sirigu sapeva nuotare. Mentre rientravano la barchetta si è capovolta e i tre pescatori dilettanti sono stati catapultati in acqua. A dare l’allarme è stato uno dei parenti allarmato per il mancato rientro. Remo Frau sarebbe dovuto, infatti, tornare a casa a Orroli alle 18,30 per accompagnare
al lavoro la convivente che fa la badante. Dopo l’allarme sono state subito attivate la ricerche che purtroppo non hanno avuto alcun esito. I tre scomparsi sono stati inghiottiti dal lago “maledetto” dove nella seconda metà del secolo scorso diverse persone hanno perso la vita.

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