Ospedali, maggioranza a rischio

Il voto segreto incombe sulla riforma: nel centrosinistra divisioni complicate

CAGLIARI. I voti segreti sono una trappola in cui il centrosinistra non vuole cadere. Quando la riorganizzazione della rete ospedaliera entrerà in aula, la riforma dovrà essere blindata o almeno al sicuro. Con questo impegno s’è concluso l’ennesimo vertice di maggioranza sulla sanità e dintorni. Oggi è la scadenza per la presentazione degli emendamenti, saranno una valanga, ma fra una settimana e stavolta di martedì il centrosinistra proverà a sfoltire i molti annunciati dai partiti della coalizione. Nessuno lo dice apertamente ma chi teme le trappole vorrebbe che quelli del centrosinistra fossero condivisi prima in commissione, è convocata per mercoledì, e solo in quel caso presentati in aula. L’accordo di massima è stato raggiunto in un vertice durata oltre tre ore, presenti Pigliaru, l’assessore Luigi Arru, i capigruppo di maggioranza e i sette consiglieri-commissari del centrosinistra. L'armistizio è ufficiale però proprio alcuni uomini forti della coalizione sarebbero restii a fare passi indietro e se in aula dovessero ripresentare le proposte di modifica, potrebbero davvero esporre la giunta al rischio del voto segreto. È un'eventualità che Pigliaru vuole scongiurare: «Sarebbe un atto di slealtà nei miei confronti», ha detto.

Le criticità. Sono sei i punti più controversi: il riconoscimento del primo livello per gli ospedali accorpati di Alghero e Ozieri come ospedale di primo livello, mentre nella bozza sono solo strutture satellite di Sassari. Ma la possibile promozione sul campo avrebbe un costo aggiuntivo di 5 milioni e la copertura finanziaria non c’è ancora. Poi c’è il caso Tempio: vorrebbe evitare la chiusura di ortopedia, ostetricia e pediatria, ma per tenerli aperti 24 su 24 bisogna mettere nel conto 4 milioni in più. E ancora: il mantenimento del punto nascita a La Maddalena (1,5 milioni in più), la promozione ad ospedale di secondo livello per il San Francesco di Nuoro (8 milioni) , un passaggio di grado è stato chiesto anche per Lanusei (1,6 milioni) e infine la conferma di medicina e chirurgia a Ghilarza. In più c’è la richiesta che negli ospedali delle zone disagiate ci sia «un adeguato numero di posti letto per la chirurgia d’urgenza».

I tempi. Il centrosinistra continua dire che vorrebbe approvare
la riforma entro i primi di agosto e per questo è cominciata una trattativa con i Comuni e il Consiglio delle autonomie locali, che dovrà dare il parere sul testo della commissione. Centrare l’obiettivo è complicato e se dovesse essere impossibile tutto sarà rinviato a settembre.

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