La rivoluzione di Winepix l’app che riconosce i vini

Per ottenere le informazioni basta scattare una foto alla bottiglia dal cellulare Superata quota 15mila download per il programma creato dalla start-up sarda

SASSARI . Funziona in modo analogo a quell’app geniale che capta le melodie e restituisce il titolo della canzone. E infatti c’è chi l’ha già definito lo Shazam del vino. Funziona così: tu scatti una foto all’etichetta, lei riconosce la bottiglia di vino, si collega in rete e inizia a scaricare fiumi di informazioni con tanto di scheda tecnica, storia del vitigno, il giusto abbinamento col cibo e la cantina che lo produce. È Winepix, l’app ideata da sei startupper, cinque sardi e un piemontese, che sta spopolando tra cantine ed enoteche dell’isola: i download hanno superato quota 15mila e i vini consultabili nel database sono circa 3mila, prodotti da circa 400 cantine.

Il progetto. Sane biometrics è una società spin-off dell’università di Sassari, fondata con l’obiettivo di sfruttare la grande quantità di competenze innovative maturate nei laboratori universitari. Essa opera nel settore Ict e, più in dettaglio, nel campo dell’elaborazione delle immagini, della cosiddetta computer vision e della biometria. E infatti l’azienda è nata con l’intento di sviluppare un sistema di controllo biometrico da utilizzare in ambiente di rete con i documenti di identità come i passaporti elettronici di nuova generazione. Più tardi, come accade per molte altre realtà innovatine nel mondo delle start up, l’idea originale è mutata in corso d’opera. E così, gli startupper di Sane biometrics l’hanno fatta diventare una vera e propria piattaforma di rete per il riconoscimento di immagini a tutto tondo. Non soltanto volti, quindi, ma anche oggetti utilizzati quotidianamente. A quel punto il progetto ha preso il nome di Shotpix, che dal 2013 è diventato il mattone fondamentale dell’azienda nata nella culla dell’università di Sassari. Attorno al sistema di riconoscimento sono state costruite nuove applicazione web e mobile da applicare ai campi più disparati. E la derivazione di Shotpix che sta avendo più successo è Winepix.

Winepix. È la piattaforma dedicata ad appssionati, produttori, enoteche e ristoranti. Funziona più o meno così: scatti una foto alla bottiglia di vino e sullo smartphone (o tablet) compaiono tutte le informazioni possibili e immaginabili: schede dettagliate, video e geolocalizzazione che guidano l’utente in quella che va di moda chiamare wine experience. Oltre al riconoscimento del vino attraverso una foto dell’etichetta, l’app fa anche qualcosa in più. L’obiettivo degli startupper è farlo diventare uno strumento di comunicazione per aziende che operano nel settore vitivinicolo. E l’idea sembra funzionare anche bene. Grazie all’app gli utenti possono accedere alle informazioni sui vini in modo da semplice e immediata, in qualunque momento e in qualunque luogo si trovino. La funzione speciale di abbinamento del cibo con il vino rappresenta una delle altre funzionalità che piacciono di più agli utilizzatori. Sì, perché l’app è molto user friendly: anche gli utenti meno esperti sono messi in condizione di non sbagliare vino e di andare sempre a botta sicura.

La mission. Gli startupper si sono messi in testa di accorciare le distanze tra produttori e consumatori e fare in modo che si parli di vino in maniera consapevole. Il vantaggio per le aziende del settore vitivinicolo, sia le cantine sia le enoteche o i locali, è quello di avere dalla loro parte una visibilità maggiore verso un pubblico selezionato e fortemente targettizzato. E infatti la gestione dell’app avviene in sinergia con utenti e produttori, per gagarantire sempre il migliore servizio e update puntuali.

Il team. Per fare il salto di qualità lo staff di Sane biometrics si è gradualmente trasformato e arricchito di nuove collaborazioni: ai fondatori Massimo Gessa (Cagliari), Enrico Grosso (piemontese), Matteo Sanna (Palmas Arborea), Fiorella Tilocca (Alghero), si sono aggiunti Filippo Casu (Palmas Arborea) e Giovanni Usai (Porto Torres). Oggi il team include nuove professionalità nell’ambito della Seo, della gestione dei social media, dello sviluppo
software e delle architetture di calcolo. «Questa diversificazione – spiega il team manager, Massimo Gessa – è un valore aggiunto perché ci permette di ampliare il raggio d’azione ai diversi domini Ict, avendo una visione completa e professionale delle problematiche sul campo».



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