Sardegna nella morsa degli incendi: boschi distrutti e strage di animali

Da Arbus a Bitti è un susseguirsi di fuochi che ha più volte messo in pericolo i centri abitati, Wwf pronto a costituirsi parte civile, forze politiche invocano lo stato di calamità

CAGLIARI. L'incendio divampato ieri 31 luglio tra Gonnosfanadiga e Arbus non è ancora stato domato, le squadre a terra stanno cercando di arginare le fiamme alimentate dal caldo e dal vento. Da questa mattina 1 agosto sono in volo i mezzi aerei - attualmente cinque elicotteri e due Canadair - che lanciano bombe d'acqua sulla zona, ormai messa in ginocchio dalle fiamme con danni ingenti e aziende danneggiate.

Oggi un Canadair e tre elicotteri sono intervenuti a Bitti, nel Nuorese. Le fiamme hanno divorato pascoli alberati, ma sono state già spente. Ancora attivi, invece, i roghi divampati nel pomeriggio a Norbello dove le fiamme stanno distruggendo aree agricole avvicinandosi pericolosamente alle aziende. In aiuto alle squadre composte da Corpo forestale, Protezione civile, volontari e vigili del fuoco ci sono due elicotteri e un Canadair. Altro rogo sempre nell'oristanese a Marrubiu. In azione anche un elicottero.

L'incendio di Arbus
L'incendio di Arbus

È stato invece già spento l'incendio divampato nel pomeriggio a Villacidro, nel Medio Campidano. Nonostante la richiesta effettuata dall'Amministrazione comunale per l'intervento di un mezzo aereo, non è arrivato alcun elicottero. "Erano tutti impegnati negli altri roghi, abbiamo chiesto a gran voce l'intervento di un mezzo aereo - ha detto all'Ansa l'assessore comunale all'Ambiente Marco Ebi - con il sindaco siamo subito intervenuti insieme ad altri componenti della Giunta. Eravamo preoccupati perché le fiamme erano vicino alle abitazioni ed erano molto alte. Con i volontari, molti cittadini e gli agenti della polizia municipale ci siamo adoperati per spegnere il rogo utilizzando anche dei trattori con gli atomizzatori per l'acqua. Siamo riusciti ad arginarlo, poi sono arrivate le squadre della Protezione civile e i vigili del fuoco". E' stata evacuata anche una casa.

Intanto, il Wwf si dichiara pronto a costituirsi parte civile. "L'incendio sviluppatosi tra Arbus e Gonnosfanadiga in Sardegna sta devastando un'area di grandissima importanza per la biodiversità che, tra l'altro, rappresenta il terzo areale per la presenza del cervo sardo. Contro questo crimine di natura che sta devastando uno dei tesori di biodiversità della Sardegna con più di mille ettari distrutti dalle fiamme il Wwf è pronto a costituirsi parte civile nel momento in cui verranno individuati i criminali incendiari che hanno provocato questo disastro". È quanto si legge in una nota dell'associazione ambientalista. "In una situazione come questa chiediamo una sospensione della prossima stagione venatoria: si tratta di una misura indispensabile per dar modo alla fauna già sottoposta ad uno stress enorme di riprendersi senza dover fare i conti con le doppiette. Le aree distrutte dalle fiamme vanno immediatamente inserite nel catasto degli incendi - sostiene il Wwf - se i comuni non sono in grado di farlo chiediamo un'immediata attivazione delle prefetture. Gli incendi mettono a rischio la vita di migliaia di cittadini e turisti oltre a quella degli animali che vivono nelle aree devastate dagli incendi e provocano danni enormi a cominciare dal costo per la collettività di migliaia di ettari di capitale naturale, persi per sempre. Per gli incendi siamo in presenza di una emergenza senza fine che sta mettendo in ginocchio gran parte del paese: per questo è necessario un intervento straordinario, a cominciare dal numero di uomini e mezzi sul campo che risulta insufficiente rispetto alla dimensione di questa vera e propria catastrofe"

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La senatrice sarda del MoVimento 5 Stelle Manuela Serra dichiara: "In Sardegna la situazione è devastante. La Regione Sardegna deve subito chiedere lo stato di calamità. Centinaia di animali sono morti carbonizzati, fattorie distrutte. 1000 ettari di bosco di lecci e ginepri sono tizzoni e cenere - continua Serra - È penoso vedere come nulla fosse, un Paese che muore, e la casta che non rinuncia ai propri privilegi e continua a vivere in un mondo parallelo. Non siamo in grado di mettere a regime un programma di prevenzione con acquisto di Canadair, pulizia dei boschi e soprattutto con un impegno costante di educazione al rispetto dell'ambiente, la situazione è drammatica"

"Il rogo più allarmante è quello di Arbus, dov'è stata evacuata la colonia penale di Is Arenas e il camping di Scioppadroxiu, con circa 200 ospiti. Le fiamme hanno raggiunto anche la frazione di Ingurtosu - denuncia la Serra - È stata allertata anche la Capitaneria di Porto per l'eventuale evacuazione dei 130 detenuti trasferiti sulla spiaggia di Piscinas, mentre altri stanno mettendo in salvo i numerosi animali della colonia penale"

Lo stato di calamità lo chiedono anche il deputato di Fdi Bruno Murgia, insieme alla leader Giorgia Meloni, al capogruppo Fabio Rampelli e ai restanti deputati di Fratelli d'Italia-An. Sempre allo Stato si rivolge l'eurodeputato di Fi, Salvatore Cicu, che sollecita il ripristino dell'operatività dei mezzi antincendi, con adeguamenti tecnologici necessari: droni, reti di sensori elettronici. Nei prossimi giorni una delegazione di Fdi-An visiterà i luoghi del disastro. La richiesta è che le istituzioni vengano subito in aiuto della popolazione, premendo per un pronto intervento del governatore Francesco Pigliaru.

"Non basta più un'attenta campagna investigativa, pur condotta con merito dal Corpo Forestale, la lotta antincendi - ha detto ancora Cicu - ha bisogno di uno Stato ancora più presente, più forte, capace di certezze normative severe contro gli incivili, uno Stato che applichi pene concrete contro i responsabili di questo assalto"

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