il progetto 

La Regione investe altri 82 milioni per portare ovunque il web veloce

SASSARI. In Regione banda ultra larga fa rima con borghi e frazioni isolate, le cosiddette zone bianche nelle quali gli operatori privati non mettono piede perché le considerano poco appetibili, ma...

SASSARI. In Regione banda ultra larga fa rima con borghi e frazioni isolate, le cosiddette zone bianche nelle quali gli operatori privati non mettono piede perché le considerano poco appetibili, ma dove il pubblico investe prima 56 e ora altri 82 milioni di euro per realizzare le reti di nuova generazione che nessun altro costruirebbe. Ma una volta realizzati gli scavi, il problema diventa come accendere la fibra per dare connettività vera. Era uno degli argomenti dell’ultimo briefing sullo stato di attuazione degli interventi pubblici sulla banda ultra larga svoltosi a Cardedu.

L’assessore regionale degli Affari generali, Filippo Spanu, ha spiegato che la Regione ha avviato il confronto con gli operatori privati affinché la fibra ottica non resti soltanto un cavo inutile posato sotto terra. «Dobbiamo accendere la fibra in tempi rapidi – ha spiegato – e vogliamo che le compagnie siano informate sulle opportunità offerte da un progetto fortemente voluto dalla Regione. La giunta ha investito ingenti risorse per assicurare a tutti i territori parità di condizioni per l’accesso a internet».

La mappa. Secondo i dati della Regione, le nuove reti in fibra ottica sono state installate e collaudate in 41 Comuni. In altri 89, invece, i lavori sono tutt’ora in corso e stanno per terminare le operazioni di posa dei cavi. La tabella di marcia prevede che entro agosto siano aperti nuovi cantieri a Ghilarza, Semestene, Gesico, Siliqua, Sant’Anna Arresi, Barumini, Serrenti, Torpé, Gairo e Aglientu. In ulteriori 46 Comuni sparsi tra Oristano, Sassari, Nuoro e Ogliastra, le ruspe entreranno in funzione entro il mese di settembre. E ancora, altri nuovi 16 Comuni vedranno partire gli scavi entro il mese di ottobre. In certe situazioni occorre superare alcuni ostacoli legati alle autorizzazioni richieste da Province, Soprintendenze e altri enti. La Regione ha già studiato una soluzione per aggirare l’ostacolo: una conferenza di servizi, che sarà convocata a breve, durante la quale superare le criticità e quindi mettere il turbo alle ruspe.

Luce verde. Quello che ancora manca è vedere la classica luce verde che segnala il traffico sui router di rete. Per questo nei Comuni in cui è già disponibile la rete in fibra ottica, Infratel, il soggetto attuatore del piano nazionale della banda ultra larga, si è impegnata a svolgere tutte le attività necessarie per la gestione, in via provvisoria, delle infrastrutture e la cessione in uso agli operatori di telecomunicazione ai fini dell’attivazione di contratti di abbonamento
da parte di cittadini e imprese. Inoltre, la Regione sta valutando insieme a Infratel le soluzioni tecniche per raggiungere con la fibra ottica le attività imprenditoriali distanti dai centri abitati anche sulla base delle indicazioni giunte dal mondo produttivo. (s.s.)



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