La grande sete dell’isola notti a secco in 30 comuni

Il Bidighinzu è vuoto: a Sassari erogazione sospesa dalle 17 alle 6 del mattino Razionamenti anche ad Alghero, Bosa, Tempio, Palau e La Maddalena

SASSARI. Lucifero allenta la morsa che da settimane sta stritolando l’Isola. Ma qualche grado in meno e pochi nodi di vento in più nulla possono fare per aiutare le agonizzanti campagne, le decine di Comuni in restrizione idrica, i bacini e le fonti prosciugate. Uno scenario apocalittico, causato dalla peggiore siccità degli ultimi cent’anni, aggravata dalla croniche carenze strutturali e dalla estenuante lentezza necessaria a prendere qualsiasi tipo di decisione. Un disagio che attraversa tutta l’Isola, come ben dimostra l’elenco dei Comuni nei quali l’acqua è stata razionata, oltre trenta: da Sassari ad Alghero, passando per Bosa e Macomer, Iglesias e Cuglieri. E l’elenco non può che allungarsi.

Bidighinzu. Diciotto i Comuni sotto restrizione nel Sassarese, il territorio più colpito a causa delle condizioni dell’invaso del Bidighinzu. I dati del distretto idrografico della Regione segnano un riempimento inferiore al 15 per cento rispetto alla capienza massima. L’Ente acque della Sardegna ha imposto ad Abbanoa una riduzione di 70 litri al secondo (da 450 a 380) sulla portata prelevata dal lago e lavorata dall’omonimo potabilizzatore. L’erogazione è sospesa dalle 17 fino alle 6 del mattino in mezza Sassari (il resto della città sarà approvvigionato da Truncu Reale che pesca l’acqua dal Coghinas) ma non c’è scampo per i Comuni alimentati esclusivamente dal Bidighinzu: Ittiri, Tissi, Ossi, Uri, Olmedo, Sorso, Sennori, Osilo, Muros, Codrongianos, Ploaghe, Chiaramonti, Nulvi e Thiesi. A questi si sono aggiunti dal 7 agosto Bonnanaro, Torralba e Borutta.

Alghero. Meno acqua in arrivo a Monte Agnese e a finire in sofferenza c’è anche Alghero. A causa di una ulteriore riduzione di fornitura di acqua grezza da parte dell’Enas nel potabilizzatore di Monte Agnese si è registrata una diminuzione dell’acqua potabile prodotta e di conseguenza la riduzione dei livelli nei serbatoi. Abbanoa sta procedendo con chiusure programmate dell’erogazione, sempre nelle ore serali. Le chiusure e le riaperture comportano sbalzi di pressione che stanno generando problemi nelle reti. Davvero un incubo considerando il pienone agostano.

Gallura. Chiusure notturne anche a Tempio, e in alcune zone di Palau e La Maddalena: per far fronte agli alti consumi del periodo estivo è necessario infatti effettuare adeguate scorte nei serbatoi.

Il Temo. A causa della drammatica siccità in atto, si sono notevolmente ridotti i livelli anche nell’invaso di Monteleone Rocca Doria che alimenta il potabilizzatore del Temo. I dati del distretto idrografico della Regione segnano al 31 luglio una disponibilità inferiore al 24 per cento rispetto alla capienza massima: in pratica circa due milioni di metri cubi in meno rispetto a un mese fa e addirittura oltre 25 milioni in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Di conseguenza la produzione di acqua potabile dall’impianto è scesa dai 260 litri al secondo a 225. Dal 4 agosto chiusure notturne a Bosa a Macomer, Villanova Monteleone, Putifigari, Bonorva e Pozzomaggiore.

Cuglieri.La crescente siccità degli ultimi mesi sta avendo pesanti ripercussioni sulla quantità d’acqua fornita anche nelle sorgenti al servizio delle frazioni marine di Cuglieri: Santa Caterina, S’Archittu e Torre del Pozzo. La quantità complessiva di acqua disponibile non riesce a coprire il fabbisogno dei consumi che, come ogni anno, segnano un incremento tra luglio e agosto. Chiusure notturne dalle 23 alle 6.30 .

Iglesias. Poca acqua dalle fonti. Calata anche la quantità di risorsa a disposizione di Iglesias. Per ripristinare nuovamente i livelli nei serbatoi e stabilizzare il servizio in città, dal 13 luglio è stato necessario procedere con chiusure serali dell’erogazione a partire dalle 19 e fino alle cinque del giorno seguente. Ad oggi la portata prelevata dai pozzi Igea nelle miniere di Campo Pisano risulta ridotta a circa 60 litri al secondo. Questa riduzione (anche se in parte compensata dal prelievo di 30 litri al secondo dall’invaso
di Punta Gennarta) unita all’aumento dei consumi dovuti alle alte temperature e alla riduzione di acqua in arrivo dalle sorgenti, diminuita del 40% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, sta determinando l’esaurimento delle scorte idriche presenti nei serbatoi comunali.



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