Verso la Costa Smeralda le auto in coda per ore

File interminabili lungo la due corsie che collega Olbia ad Arzachena L’imbuto si crea allo sbarco dei traghetti, poi si viaggia a passo d’uomo

PORTO CERVO. La matematica applicata alla strada delle vacanze smeralde è una scienza inesatta. Pensare che la provinciale per Porto Cervo, superate le tradizionali ore di punta, sia libera o quasi è una teoria sballata. Da settimane raggiungere la Costa Smeralda è un’impresa per anime votate all’approccio stoico alla sofferenza. Già uscire da Olbia o spostarsi in città è assolutamente impossibile. Per arrivare nelle zone di Cala di Volpe, Abbiadori o Porto Cervo i tempi si allungano oltre un’ora di viaggio. Un percorso a ostacoli che assumono la forma di rotatorie inchiodate, bivi immobili, file chilometriche di lamiere bollenti. Con lo sbarco dei traghetti il tunnel di Olbia diventa un imbuto. Gli automobilisti scesi a migliaia dalla pancia delle navi si infilano nelle strade disorientati. E si inchiodano uno dopo all’altro alle rotatorie e nelle strade che dall’Isola Bianca si immettono sulla provinciale. La città resta immobile per ore. Ma se per Olbia gli orari dell’ingorgo rispettano più o meno lo schema dello sbarco delle navi, per andare a Porto Cervo ogni ora è buona per rimanere incastrati dentro code interminabili. Provare per credere. Metà mattina, tarda mattinata, metà pomeriggio, sera. Stare al volante mette a dura prova anche gli automobilisti più pazienti. Se si riesce a superare l’ostacolo della sopraelevata, c’è solo il tempo di qualche metro per ingranare la seconda marcia che arriva il trappolone del bivio Arzachena-Porto Rotondo/Porto Cervo. Il rondò fiorito oltre che bello è un’opera di ingegneria stradale utile, ma poco capita. E poi c’è il bivio San Pantaleo-Portisco-Porto Cervo. Incubo da sempre. E la cosa assurda che quel sempre assume sempre più le sembianze di eterno. In base agli orari cambia solo la direzione del blocco, un ingorgo c’è sempre. Con un serpentone di auto che sembra senza fine in cui i motori bolliscono con la prima marcia fissa. La Costa Smeralda è presa d’assalto e questo è motivo di vanto. Bisognerebbe pensare
a realizzare strade adeguate alle migliaia di persone che vengono in vacanza. È evidente che la viabilità attuale, tarata per una Gallura di qualche decennio fa, non basta più. Servono strade moderne e sicure. Non vecchi tratturi per asinelli vestiti da provinciali. (se.lu.)

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