Matrimoni in chiesa da annullare, ci pensa il tribunale sardo

Il verdetto d’appello emesso nell’isola e non più a Roma: i tempi si accorciano. A Nuoro record nazionale di separazioni e calo delle unioni religiose e civili

SASSARI. La Chiesa sarda si è messa in proprio: non solo celebra i matrimoni ma, quando necessario, li scioglie, senza chiedere pareri e autorizzazioni a Roma. Il 26 luglio è stato costituito per l’intera Sardegna il primo Tribunale d’Appello, al quale potranno rivolgersi tutti quelli che si ritengono vittime di una sentenza “matrimoniale”: marito, moglie, entrambi i coniugi, ma anche Promotore di giustizia e Difensore del vincolo. Cinque giudici del Tribunale metropolitano di Cagliari hanno, infatti, il potere di confermare o modificare totalmente le decisioni prese dai due tribunali interdiocesani di primo grado regolarmente costituiti in Sardegna dopo che papa Francesco nel settembre del 2015 ha deciso di modificare il processo canonico, soprattutto relativamente alla “dichiarazione di nullità matrimoniale”.

Quella di Bergoglio è stata una vera e propria rivoluzione fatta per avvicinare la causa matrimoniale ai luoghi in cui vivono i coniugi in crisi, quindi alla propria regione e possibilmente a ciascuna diocesi; ridurne tempi e costi; coinvolgere i vescovi locali nella storia delle famiglie. Il Papa ha usato come “grimaldello” per questa rivoluzione la “doppia sentenza conforme”. Cioè in passato un matrimonio era nullo se due tribunali arrivavano allo stesso risultato. Il secondo tribunale obbligatorio per i coniugi sardi era quello del Vicariato di Roma, che tra il 2010 e il 2015 ha confermato 300 sentenze di nullità emesse dal Tribunale sardo. Il sistema della doppia conferma, per di più extra Sardegna, dilatava i tempi della giustizia ecclesiastica. Ci sono stati periodi in cui alcune cause matrimoniali tra Cagliari e Roma impiegavano anche dieci anni prima di concludersi

Un solo giudizio. Papa Francesco col Motu proprio “ Mitis Iudex Dominus Iesus” dal settembre 2015 ha stabilito che non dovrà essere più così: basta il pronunciamento di una sola “corte” ecclesiastica per rendere un uomo e una donna liberi da ogni vincolo matrimoniale pregresso. Il sistema giudiziario della Chiesa sarda è stato, perciò, riadattato in base alle decisioni del Papa preoccupato di ridare serenità a tanti ex coniugi turbati dalla rottura del matrimonio.

Rivoluzione nell’isola. La rivoluzione di papa Francesco in Sardegna ha creato una nuova situazione. Scompare l’unico Tribunale ecclesiastico regionale in attività dal 1938 - davanti al quale tra il 2010 e il 2016 sono state introdotte 642 cause, di cui concluse in media 100 ogni anno. Ogni Diocesi ha ora un proprio tribunale per i cosìddetti “processi più brevi”, presieduto dal Vescovo: sono i processi dove insieme all’accordo tra le due parti, sono anche evidenti le ragioni che rendono nullo il matrimonio. Per il processo ordinario, che in genere è in contraddittorio e dove più complessa si presenta l’indagine circa la sussistenza delle ragioni di nullità, sono stati istituiti, invece, due Tribunali: il Tribunale Interdiocesano della Sardegna per le Diocesi di Cagliari, Sassari, Oristano, Iglesias, Ales-Terralba, Alghero-Bosa, Ozieri e Tempio-Ampurias – presieduto da don Mauro Bucciero - e il Tribunale Interdiocesano di Nuoro e Lanusei, guidato da don Ernest Beroby.

Il caso Nuoro. Il vescovo di Nuoro, monsignor Mosè Marcìa, ha voluto costituire un tribunale quasi da solo con la diocesi di Lanusei per affrontare quella che sembra un’emergenza matrimoniale specifica del centro Sardegna. Nel 2010 a Nuoro ci sono stati 570 matrimoni (435 religiosi e 135 civili), 212 separazioni e solo 2 richieste di nullità. Nel 2014 sempre a Nuoro su 433 matrimoni (304 religiosi e 129 civili), si sono avute 162 separazioni e solo 3 richieste di nullità. Meno matrimoni

(complessivi -137; religiosi -131; civili -6). Percentuali preoccupanti: mentre in Italia nel 2014 il valore in di separazioni è stato del 35,2% in Sardegna è stato del 37,4% e la provincia di Nuoro è stata al primo posto in Italia.

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