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Estate supercafona dai ladri di sabbia alle auto sulle dune

Non solo i barbari di Ferragosto nel parco della Maddalena Le multe non fermano i turisti senza rispetto per la natura

SASSARI. L’estate è la stagione dei supercafoni. Nei mesi caldi il numero di chi si disconnette dalle norme del vivere civile si moltiplica. Una lista che ogni anno si fa più lunga. In vacanza sembra che tutto sia concesso, che non esistano regole. E così si arriva con l’auto a pochi metri dalla battigia, si riempiono bottiglie di sabbia da portare a casa come souvenir, si gettano dal finestrino fazzolettini di carta e addirittura cicche ancora accese. Un boom di maleducazione che si accentua nelle località ad alta densità di turisti. Ma questo non vuole dire mettere all’indice solo chi viene in vacanza nell’isola. A macchiarsi di gesti cafoni sono spesso anche sardi doc. Quel che è certo è che oggi c’è chi si ribella a questo modus operandi, chi non abbassa lo sguardo davanti all’ennesimo affronto alla natura. Emblematica la rivolta del pensionato Ulisse Piddiu contro la turista che aveva svuotato l’olio di una scatoletta di tonno nell’acqua cristallina di Porto Pinetto. Ma è un po’ ovunque che il cittadino civile inizia a prendere le distanze dagli zotici che non conoscono regole. Le rivolte di Barcellona e Venezia sono gli esempi più famosi.

Spiagge nel mirino. Il luogo per eccellenza in cui il supercafone dà il peggio di sé è la spiaggia. Come fosse una zona franca in cui si può fare tutto. E così ogni anno le varie polizie locali, quasi sempre avvertite da cittadini inferociti, sono costrette a multare decine di automobilisti che non si fermano di fronte alla sabbia. Come i due sassaresi - e non turisti - che un paio di settimane fa sono stati multati a Porto Ferro che, a bordo di due Suv, hanno attraversato l’arenile per godersi il tramonto. Ma il parcheggio selvaggio è purtroppo diffuso in numerose spiagge. Nel litorale di Olbia gli esempi più eclatanti sono Marinella e le Saline.

Ladri di sabbia. Le spiagge sono anche nel mirino dei ladri di sabbia, pietre e conchiglie. Nel 2015 negli aeroporti sardi ne sono state sequestrate circa 5 tonnellate, poco meno nel 2016 e anche quest’anno la quantità si preannuncia abbondante. Ora il legislatore ha però deciso di usare la mano pesante contro i ladri di sabbia: nella nuova legge sul turismo sono previste sanzioni tra i 500 e i 3mila euro, senza possibilità di sfuggire alla multa anche per chi non è a conoscenza del divieto di furto.

Paradiso violato. I vandali di Budelli i divieti invece li conoscevano eccome. Ma per loro l’unica cosa che contava era raggiungere l’isola protetta. E così alla vigilia di Ferragosto hanno tagliato i cavi tarozzati che proteggono le spiagge dall’assalto delle barche, aprendo così le porte dell’isola a gommoni e motoscafi. Una sfida alle regole durata, fortunatamente, solo qualche ora, quando gli uomini del Parco hanno ripristinato le barriere. Ma sembra che in quelle ore di anarchia i supercafoni abbiano portato via un po’ di sabbia della Sabbia rosa. Così sostiene il custode dell’isola, Mauro Morandi, che ha denunciato il fatto su Facebook, postando alcune foto in cui si vedono delle orme sul “deserto rosso” decantato da Michelangelo Antonioni.

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