La tecnologia salva la stagione

Luogosanto, il sistema della cantina Siddura sconfigge le bizze del meteo

LUOGOSANTO. Il meteo è un problema difficile da risolvere ma a Luogosanto hanno deciso di affrontarlo mettendo in campo la tecnologia. Il risultato, a quanto pare, è incoraggiante: «Possiamo dire che, nonostante la siccità, per noi sarà una grande annata: grazie alla tecnologia del sistema “Piante che parlano” e alle riserve del nostro bacino artificiale riusciamo a garantire l’apporto idrico per i vigneti anche quando non piove – spiega Massimo Ruggero, amministratore delegato della cantina Siddùra di Luogosanto. In Gallura, quindi, non tutti temono l’assenza di precipitazioni atmosferiche e lo sgangherato sistema idrico regionale: «Anche in quella che è stata sicuramente una stagione di siccità eccezionale, siamo riusciti a salvaguardare le nostre produzioni», aggiunge Ruggero. Il segreto è tutto nel sistema denominato “Piante che parlano”. Si tratta di un progetto nato in un paese in cui la siccità è un problema dalla notte dei tempi, Israele, ma che è stato sviluppato dalla cantina di Luogosanto. In termini elementari, il progetto innovativo consente alla pianta di lanciare l’allarme quando le proprie riserve idriche stanno per esaurirsi. In pratica, la vite viene monitorata continuamente da un sistema tecnologico, attraverso l’inserimento di alcuni sensori nella stessa pianta e nel suolo capaci di inviare un segnale a un processore. Il segnale viene elaborato creando un tracciato che l’agronomo è in grado di tenere sotto costante controllo attraverso il pc o lo smartphone. In caso di carenza di acqua dovuta all’eccessiva secchezza del terreno o alla scarsa piovosità, lo specialista sarà quindi in grado di intervenire immediatamente attraverso il sistema d’irrigazione che colma la carenza a seconda delle esigenze di ogni singola pianta. «Questo è un sistema che, alla normale irrigazione di soccorso in caso di scarsa piovosità, abbina un monitoraggio meteo che distribuisce l’apporto idrico su base annuale – spiega ancora Massimo Ruggero –. Possiamo anzi dire che il caldo di quest’anno ci ha
aiutato a migliorare il prodotto, con un frutto che possiede una qualità migliore. Dai primi risultati sui mosti possiamo dire che sarà un’annata di grande qualità per i nostri vini, sia bianchi sia rossi, con caratteristiche di acidità che li renderanno ancora più longevi». (c.z.)

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