la denuncia 

Devias: «La strada trasuda veleno»

Il leader di Liberu lancia l’allarme e chiede controlli immediati

CAGLIARI. Il tratto della strada statale 131 fra Sanluri e Sardara sotto la quale erano state rovesciate 700mila tonnellate di materiale di risulta della miniera d’oro di Furtei oggi “perde” sostanze che finiscono nel terreno e nelle falde d’acqua. La denuncia arriva da Pierfranco Devìas, leader del movimento Liberu (Liberos Rispetados Uguales) il quale, nel suo profilo Facebook, collega le evidenti perdite di sostanze che trasudano dal cemento della strada alle scelte fatte negli anni Novanta per la sua costruzione. In quei materiali di risulta, dice Devìas, c’erano alte percentuali di mercurio, arsenico, cadmio e altri metalli pesanti. Quel tratto di strada «fu realizzato dalla “Todini Costruzioni Generali Spa” con sede a Roma, fu inaugurato il 2 febbraio del 2002. Già cinque anni dopo - spiega Devìas - i liquami pieni di metalli pesanti e sostanze nocive
cominciarono a infiltrarsi e a riversarsi nel terreno non impermeabilizzato ai lati della carreggiata». Devìas ricorda anche che la Procura di Cagliari aveva avviato un’inchiesta e chiede l’intervento delle autorità regionali per affrontare il problema ormai sotto gli occhi di tutti.

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