Nei cognomi la storia della Sardegna: i Sanna primi, sono 17mila

I dieci più diffusi raggruppano il 10 per cento di tutti i residenti in Sardegna. Tutto sulle loro origini

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SASSARI.
La storia di un popolo si può ricostruire non solo dai libri di storia, ma anche dai suoi cognomi. Basta pensare a Berlinguer o Lussu per avere un flashback. Un’immagine nitida di un volto. Uomini che hanno fatto la storia d’Italia e della Sardegna. Ma scorrere l’elenco dei cognomi è come fare un viaggio nella storia dell’isola. E nelle sue tradizioni. Spagnoli, piemontesi, ricchi, nobili, disperati, artigiani. Perché i cognomi sono una sorta di promemoria di un popolo. Delle sue radici e del suo sviluppo. Forse tra mille anni il cognome più diffuso in Sardegna sarà di origine cinese, come è già così a Milano. E i Sanna saranno quasi estinti.

Sanna power. Sono loro i più numerosi in Sardegna. La speciale classifica dei cognomi più diffusi nell’isola è guidata dai Sanna. Per i più curiosi sono un esercito, per l’esattezza 17.434. Il cognome è il più diffuso in Gallura, nel Sassarese, nel Nuorese e nell’Oristanese. Seguono i Piras, che si fermano appena a 15.242. Piras è il cognome più diffuso tra Medio Campidano e Ogliastra. I 12.479 Pinna bastano per arrivare terzi. I Pinna primeggiano nel Sulcis Iglesiente. Quarti i Serra, 12.079. I Melis sono 11.544, ma questo è il cognome più diffuso a Cagliari. Carta è sesto. Manca è settimo con 10.414. Ottavo è Meloni con 9.319. Il nono cognome più diffuso è Mura con 9.284 individui. Chiude la top ten Lai con 7.718.

Dall’11esimo al 20esimo posto seguono: Murgia, Porcu, Cossu, Usai, Loi, Marras, Floris, Deiana, Cocco, Fadda.

A rischio scomparsa. Ma a destare maggiore curiosità sono i nomi a rischio scomparsa. Sono quelli meno numerosi nell’isola. I “panda” che devono essere protetti. «Nella classifica all’incontrario troviamo alcuni cognomi poco noti come Alivìa che oggi non arriva a 40 individui. Scorcu, specifico di Tortolì, che supera di poco i 70 individui. Orritos, antichissima famiglia di Bultei citata già nei condaghi, che non arriva a 90 persone. Sullo stesso ordine di grandezze c’è Anela con la sua variante Nela. Ma gli ultimi degli ultimi sono una ventina di cognomi che secondo statistiche attendibili avrebbero una trentina di persone ciascuno: Pirredda, Barranca, Battaglia, Chia, Sorgia, Lotto, Diez, Sanneris, Becca, Sinis, Cirotto, Linaldeddu, Angheleddu, Maulu, Cottu, Ciboddo, Ziranu, Pùlisci, Lenzu, Gioi, Tilloca». La classifica è stata fatta dal linguista Mauro Maxia. Uno dei più grandi esperti nell’onomastica sarda, ha tenuto corsi nelle università di Sassari e Cagliari. Maxia ha fatto un lavoro monumentale di studio storico, etimologico, demografico e linguistico di tutti i cognomi sardi.

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Un lavoro certosino. Da 15 anni Maxia è impegnato nella preparazione di un dizionario storico etimologico dei cognomi di Sardegna. Tra archivi e fonti scritte ha raccolto e schedato oltre 100mila documenti che si riferiscono a tutti i cognomi attestati nell’isola. Nel suo lavoro Maxia non si è solo preoccupato di dividere i cognomi per aree geografiche dell’isola e per concentrazione. Ma ha anche studiato l’etimologia, la storia, l’evoluzione. Non ci sono solo quelli “autoctoni”, ma anche quelli che dominazione dopo dominazione si sono stratificati nell’isola e con il peso dei secoli sono diventati sardi. Anche se hanno un’origine “straniera”. Maxia non ha lavorato solo da linguista, ma anche da storico e da demografo. Ha studiato le migrazioni e gli innesti dei cognomi all’interno di quelli storicamente conosciuti in Sardegna.

Alta concentrazione. Maxia rivela un’altra particolarità dei cognomi sardi. «Si distinguono in modo netto da quelli delle altre regioni italiane. In Sardegna i primi dieci cognomi raggruppano quasi il 10 per cento della popolazione. Nelle altre regioni invece i 10 cognomi più rilevanti oscillano tra il 2 per cento degli abitanti del Piemonte e del Veneto fino al massimo del 5 per cento della Campania. In Sardegna i primi 100 cognomi arrivano a raggruppare un terzo di tutti i residenti dell’isola».

Le curiosità. Maxia spiega anche alcuni curiosi cognomi sardi. «Tra i cognomi più curiosi emergno i monosillabi Me e Mu che sono di origine infantile e indicano la pecora e la vacca. Mele e Melis sono varianti di uno stesso cognome che è sorto da un nome che si rivolgeva a un figlioletto o a una persona cara (Mele meu). Tra i cognomi che non significano quello che la maggior parte delle persone pensa c’è Polo, che non ha nulla a che vedere con i poli essendo una forma accorciata di Paolo. Anche il significato di Culeddu, attestato a Bono, viene spesso equivocato. In realtà è un ipocoristico di Nicola, cioè Niculeddu. Stesso discorso per Puzzi/Pucci che non ha niente a che fare con l’odore. È un antico vezzeggiativo di Filippuccio. Tocco non significa scemo ma viene da un soprannome rifatto sulla parola toccu ‘rintocco della campana’. Un cognome un po’ “pungente” è Aùgias che è una variante di Aùzas che significa ‘spille’. La pronuncia Àugias del cognome di un noto volto televisivo è così sbagliata che non significa niente. Il cognome nostrano Cao richiama quello cinese perfettamente uguale. Ma tra i due vi è soltanto una casuale omofonia. Del resto in Sardegna vivono ormai più di 50mila stranieri».

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