L’incendio per nascondere un furto d’auto

Ruba una Porsche, si schianta e si ferisce. Per crearsi un alibi dà fuoco alla pineta di Is Arenas

NARBOLIA. Come pilota d’auto ha dimostrato di non valere granché, ma anche come genio del crimine ha manifestato qualche lacuna: forse O.A. un ucraino di 35 anni, avrebbe dovuto tenersi stretto l’impiego all’hotel Is Arenas resort invece di appiccare incendi per crearsi un alibi dopo il furto di un’auto.

Ha finito per perdere anche il posto di lavoro. Piuttosto maldestro questo signore che a metà agosto aveva rubato una Porsche, schiantandosi per l’alta velocità e ferendosi nell'uscita di strada.

Aveva così pensato di crearsi un alibi, raccontando di essersi prodotto ematomi e tagli spegnendo degli incendi che lui stesso aveva appiccato.

È stato scoperto e denunciato dagli agenti del nucleo investigativo della Forestale e dai carabinieri questo 35enne, impiegato stagionale all'hotel Is Arenas resort.

Quattro roghi erano stati appiccati nella pineta di Is Arenas, a Narbolia, lo scorso 16 agosto, per nascondere il furto e il danneggiamento di una Porsche Macan appartenente a uno dei clienti del resort.

I roghi, appiccati in una zona alberata e in una giornata caldissima, erano stati spenti rapidamente dagli uomini dell'apparato antincendio.

Subito il nucleo investigativo del Corpo forestale aveva avviato l'attività investigativa ricostruendo la dinamica degli eventi, anche grazie alla collaborazione con il personale del resort.

L’ex dipendente dell'hotel, concluso il proprio turno a ferragosto, aveva prelevato dalla reception le chiavi di una Porsche Macan, all’insaputa del legittimo proprietario che alloggiava nella struttura, e si era diretto verso Riola Sardo.

Al rientro, probabilmente a causa dell’eccessiva potenza del veicolo, era uscito fuori strada danneggiando il veicolo ritrovato incidentato nella rotonda stradale della strada statale 292, vicino a Riola.

«Nel tentativo di mascherare il furto commesso e l’origine delle evidenti ferite (ematomi e abrasioni in varie parti del corpo conseguenti all'esplosione dell'airbag) – spiega una nota della Corpo forestale regionale –, l'uomo aveva pensato di attribuire le lesioni all’impatto con la vegetazione nel tentativo di spegnere gli incendi che minacciavano la pineta ma che
aveva lui stesso innescato per crearsi un alibi».

L'indagato rischia ora una pena variabile dai tre a sette anni di reclusione per il reato d’incendio doloso, mentre per il furto ed il danneggiamento dell’auto, su cui hanno indagato i carabinieri, la pena va dai uno a sei anni.

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