la strada dei veleni 

In marcia contro l’inquinamento

Sanluri, indipendentisti e ambientalisti vogliono la bonifica della 131

SANLURI. Arsenico, mercurio, cadmio e altri metalli nel tratto di strada della Carlo Felice tra Sardara e Sanluri ribattezzato «sarcofago della morte». Lo hanno ribadito associazioni e movimenti impegnati nella difesa dei diritti dei sardi. Un centinaio di persone ieri si è dato appuntamento al chilometro 51 per ricordare i pericoli legati alla presenza di veleni. Tutta colpa - spiegano i promotori della manifestazione (Libe.r.u, Sardigna Natzione Indipendentzia, Sardigna libera, Rossomori, Associazione Sardos, assemblea permanente Villacidro, Comitato per la salute San Quirico Tiria) - della cava di Santu Miali a Furtei per la miniera d'oro. «700mila tonnellate di materiali contenenti arsenico, mercurio, cadmio e altri metalli pesanti - sottolineano - vennero prelevate e ammassate sotto il manto della superstrada. Col tempo gli sversamenti sono diventati sempre più evidenti e invasivi, spargendosi per tutta l'area dove si trovano campi coltivati
e aziende agricole». I partecipanti hanno chiesto di non dimenticare. E di agire. «Questo problema - ha detto Pierfranco Devias, segretario nazionale di Libe.r.u - si sta trascinando di Giunta in Giunta. Noi vogliamo riportare attenzione e chiedere la bonifica alla Regione».



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