Sui barchini approdano nel Sulcis

Nessun passo indietro sull’accoglienza, quella regolare e portata avanti in collaborazione con il governo nazionale. La presa di posizione del governatore Francesco Pigliaru riguarda esclusivamente i...

Nessun passo indietro sull’accoglienza, quella regolare e portata avanti in collaborazione con il governo nazionale. La presa di posizione del governatore Francesco Pigliaru riguarda esclusivamente i flussi non controllati e diretti, cioè non inseriti nell’ambito delle operazioni Frontex. Un fenomeno giudicato preoccupante anche perché in lenta ma costante crescita. I migranti algerini sbarcati a piccoli gruppi nelle coste del Sulcis dall’inizio dell’anno sono 880: il numero è quasi certamente parziale, perché alcuni sfuggono ai controlli e riescono nonostante i mezzi precari con i quali attraversano il mare, ad arrivare sani e salvi nell’isola per poi dileguarsi. La maggior parte invece chiede aiuto: gli algerini arrivano stremati, infreddoliti e affamati, vengono soccorsi, rifocillati e accompagnati nei centri di accoglienza. Qui viene verificata la loro identità e si decide se stabilirne l’espulsione o consentirgli di rimanere in Sardegna. Gli sbarchi clandestini sono aumentati moltissimo a partire da giugno: con il mare piatto è possibile raggiungere la Sardegna dall’Algeria con 10 ore di navigazione. Ma gli arrivi sono frequenti anche in inverno quando il mare è piatto. Il governatore Pigliaru ha fatto presente nella lettera a Minniti che alcuni migranti irregolari sono stati protagonisti di recenti fatti di cronaca che hanno suscitato allarme nel Sulcis. Pochi giorni fa
il deputato di Unidos Mauro Pili ha denunciato che a Porto


Pino, nel Comune di Sant'Anna Arresi, sbarcò lo stesso attentatore di Charleroi che il 6 agosto 2016 ferì due agenti con un machete al grido di “Allah u Akbar”, attentato rivendicato dall'Isis il giorno dopo.

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