i retroscena 

L’ipotesi: all’origine della rissa i complimenti a una ragazza

NUORO. Un sospiro di sollievo per la comunità di Fonni alla notizia dell’arresto del giovane di Arzana, in cella con l’accusa di tentato omicidio nei confronti di Paolo Busia. La paura che qualcosa...

NUORO. Un sospiro di sollievo per la comunità di Fonni alla notizia dell’arresto del giovane di Arzana, in cella con l’accusa di tentato omicidio nei confronti di Paolo Busia. La paura che qualcosa potesse degenerare era forte. L’episodio misterioso che aveva visto protagonista, il 31enne fonnese, infatti, aveva destato preoccupazione nel centro barbaricino, ma anche una certa inquietudine in quella arzanese. Due comunità legate da forti valori e unite nei progetti di tutela e valorizzazioni dei versanti, ogliastrino e barbaricino del Gennargentu. Due popoli vicini e non sono geograficamente che hanno sempre condiviso manifestazioni sportive e culturali. La notizia della sfiorata tragedia era trapelata solo qualche giorno dopo il fatto, quando si era saputo che i militari avevano presentato negli uffici della Procura ogliastrina una denuncia contro ignoti per lesioni e omissione di soccorso. Busia, giovane ben voluto e conosciuto perché tranquillo e senza grilli per la testa, era stato travolto da un’auto senza un motivo apparente, dopo un banale litigio in un locale ogliastrino. Perché quella sera di tre mesi fa per il giovane di Fonni, giunto in Ogliastra in compagnia di altri amici doveva essere una serata all'insegna del divertimento all’interno di un locale di Lotzorai. Invece, improvvisamente si era trasformata in un incubo. Forse qualche sguardo di troppo, o un apprezzamento non gradito a una ragazza, alimentato anche dall’alcol consumato, avevano fatto sì che la tensione tra i due gruppi, quello locale e quello “forestiero”, salisse alle stelle. Spintoni, qualche schiaffo, poi la fuga in auto, l’inseguimento fino all’investimento del giovane fonnese, lasciato quasi morto per strada. Ieri l’arresto del presunto autore, Pier Giuseppe Demurtas, di 22 anni. Giovanissimo, così come lo erano i protagonisti della rissa fuori del locale di Oniferi nel febbraio scorso, o le vittime e gli autori
del duplice omicidio di Orune-Nule. Ancora giovanissimi, dunque, con una rabbia concentrata e una violenza spesso gratuita che li rende incontrollabili, capaci di azioni criminose scaturite da futili motivi, sproporzionate, rispetto alla gravità dei reati che sono capaci di commettere.

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