La lingua blu fa paura Regione in campo per arginare il virus

In Ogliastra colpita la metà dei capi, focolai nel resto dell’isola Sarà proposta una variazione di bilancio per gli indennizzi 

TERTENIA. Arginare la diffusione dell'epidemia di Lingua blu che sta flagellando in particolare l’Ogliastra ma che ha fatto la sua comparsa anche in altri territori della Sardegna e risarcire i pastori per i danni subiti. Sono i due imperativi su quali la Regione è chiamata a dare risposte immediata. Sul primo fronte una prima risposta potrebbe arrivare già quest’oggi dalla riunione dell’Unità di crisi chiamata ad affrontare l'emergenza. La task force potrebbe dare indicazioni per cambiare il decreto sulle vaccinazioni e consentire la profilassi anche nelle zone non previste ampliando così la copertura. Sul secondo fronte le novità potrebbe giungere dalla seduta della Commissione bilancio del Consiglio regionale fissata per domani pomeriggio. In quella sede, il presidente e consigliere regionale ogliastrino Franco Sabatini proporrà un emendamento alla variazione del bilancio regionale per stanziare dei fondi a sostegno delle aziende raggiunte dal morbo.

Le novità sono emerse nel corso dell’incontro che si è tenuto ieri mattina nella sede del caseificio Sant’Antonio di Tertenia, uno dei comuni ogliastrini nei quali tutti gli allevamenti sono stati colpiti dal sierotipo 4. «Abbiamo la possibilità concreta di individuare le risorse con una variazione al bilancio. Nel capitolo Blue tongue chiederò il trasferimento immediato ai Comuni affinché liquidino gli allevatori», ha dichiarato Sabatini alla presenza di allevatori, sindaci e amministratori.

Il timore è che la burocrazia regionale dilati a dismisura i tempi. «Chiederò un provvedimento con un decreto che trasferisca immediatamente i fondi ai Comuni per liquidare i pastori» ha fatto sapere il consigliere ipotizzando la cifra da stanziare: una somma compresa tra i 2,5 e i 5 milioni di euro. «Ci sarà da combattere con le lungaggini burocratiche. Per questo chiedo il sostegno del territorio». Dino Garau il veterinario a capo del servizio della Assl di Lanusei ha fatto presente l'altra necessità: «Occorre apportare modifiche al protocollo vaccinale – ha osservato il veterinario – per consentire di vaccinare tutti i capi, anche i vitelli e le pecore che devono affrontare la transumanza».

Ed è ancora Garau a snocciolare i numeri dell'ecatombe: 185 le aziende colpite, 30mila i capi interessati di cui 12mila con la sintomatologia conclamata, 160 gli animali morti. Dei 68mila capi ovini registrati in Ogliastra, quasi la metà sono stati colpiti dal virus. Ma a questi si devono aggiungere gli altri casi registrati nelle ultime ore nel resto dell'isola: 11 nel Cagliaritano, 12 in Gallura e 1 nel Nuorese. «La velocità con la quale si sta diffondendo il morbo – ha sottolineato – conferma ciò che avevamo ipotizzato: questo sierotipo ha una carica virale fortissima». Oltre alla moria ci sono da mettere in conto altre drammatiche problematiche, dal numero impressionante degli aborti alla mancata produzione del latte, in queste settimane già drasticamente in calo. Anche Alessandro Serra, direttore della Coldiretti Nuoro Ogliastra, si è detto pronto a sostenere la battaglia a Cagliari: «Ci spaventa l’aspetto relativo all’immediatezza: serve liquidità subito e saremo al fianco dei soci, dei sindaci e dei pastori».

La stessa Regione, chiamata in causa per la mancata vaccinazione sul territorio isolano allo scoppio dei primi focolai, ora corre ai ripari. Ieri mattina una riunione in assessorato è servita a fare il punto sulla situazione epidemiologica. L'assessore alla Sanità Arru ha dato rassicurazioni sulla «pronta e capillare risposta dei servizi veterinari nei territori
nei quali sono stati accertati nuovi focolai del sierotipo 4 con l’istituzione di una specifica task force: oltre 400 mila i capi già vaccinati, sono a disposizione altre 400 mila dosi di vaccino». Si è poi impegnato a portare in Giunta una delibera per la vaccinazione dei bovini.

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