Incendiari in azione case evacuate a Jerzu

Trenta ettari devastati, il rogo è doloso: trovati due inneschi 

JERZU. Hanno aspettato gli ultimi, ventosi scampoli di un'estate calda e infuocata per mettere a segno l'ennesima devastazione in un territorio, quello ogliastrino, già duramente colpito dalle fiamme. Gli incendiari che la scorsa a notte hanno appiccato il fuoco nelle campagne di Jerzu hanno atteso non solo l'arrivo del maestrale ma anche dell'oscurità per compiere il disegno criminoso. Le fiamme, partite da due inneschi nelle vicinanze del curvone di Carcu, lungo la vecchia statale 125 - rimasta bloccata per alcune ore - e alimentate dal fortissimo vento che ha spirato incessantemente per tutta la giornata di lunedì sono divampate rapidamente nella zona nota come "Is Paganos". L'incendio è arrivato a lambire le case di campagna che si trovano nella valle che si affaccia sul Pardu ed è risalito velocemente lungo i versanti delle colline. E in queste campagne a pochi chilometri dal paese la macchina dell'antincendio che si è messa in azione poco dopo le 20,30 ha dovuto evacuare nove abitazioni che ospitavano una ventina di persone. Una scena apocalittica che rivive nel racconto del sindaco di Jerzu, Roberto Congiu. «È stato terribile vedere il fuoco, appiccato volontariamente, arrivare vicino alle case e vedere i miei concittadini affannarsi nel tentativo di salvare quel che potevano», racconta l'amministratore jerzese che ha seguito per tutta la notte le operazioni di spegnimento coordinate dal Corpo forestale. Agli uomini impegnati sul fronte del fuoco va il suo ringraziamento. «Senza il lavoro del personale dell'antincendio e dei tanti volontari ora saremmo qui a piangere ben altri danni» sottolinea il sindaco Congiu. Le squadre a terra (un piccolo esercito costituito da ranger, vigili del fuoco, operai di Forestas, barracelli e volontari) hanno lavorato senza sosta dal tramonto sino alle prime luci dell'alba. E con la luce, infatti, che a "Is Paganos" sono arrivati i mezzi aerei per domare definitivamente gli ultimi focolai rimasti attivi nella zona. Due Canadair decollati dalla Penisola e l'elicottero della base forestale di San Cosimo a Lanusei hanno completato l'opera portata avanti dalle squadre a terra. Alla fine delle operazioni di spegnimento e di bonifica dell'area, andate avanti per tutta la mattinata, il bilancio si è rivelato drammatico e non solo per la trentina di ettari macchia mediterranea, bosco e vigneti ridotti in cenere. A destare preoccupazione tra gli addetti ai lavori e tra i cittadini è la consapevolezza che basta davvero poco per mandare in cenere il patrimonio naturalistico
dell'isola e le colture e per mettere a rischio la vita delle persone. Basta una serata di forte maestrale e due inneschi incendiari per ripiombare nell'incubo che attanaglia la Sardegna. L'emergenza non può certo dirsi finita: saranno le prime piogge a far rientrare l'allarme incendi.

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