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La Sardegna ad Asiago per ricordare i suoi caduti

ASIAGO. A un secolo di distanza da quei terribili fatti il ricordo resta ancora vivo. La Sardegna ha ricordato i soldati della Brigata Sassari caduti cento anni fa nella tragica sequenza degli eventi...

ASIAGO. A un secolo di distanza da quei terribili fatti il ricordo resta ancora vivo. La Sardegna ha ricordato i soldati della Brigata Sassari caduti cento anni fa nella tragica sequenza degli eventi bellici culminati nella battaglia dell’Ortigara. La cerimonia, molto intensa e con momenti di vera commozione, si è svolta nel cimitero di guerra di Casara, sopra Asiago, a 1.600 metri di altezza. Con la Regione, presente con il suo Gonfalone e rappresentata dall'assessore della sanità Luigi Arru e dal capo di gabinetto della presidenza, Gianluca Serra, sono intervenuti i sindaci dei Comuni di origine dei “Diavoli Rossi” che hanno trovato sepoltura in questo luogo della memoria. Per il Governo ha partecipato il Sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi. Il tenente colonnello Pasquale Orecchioni, direttore del Museo Storico della Brigata Sassari ha rappresentato i sassarini di oggi.

«È la nostra storia, e non è una storia lontana – ha detto Arru –. Sono trascorsi cento anni ma la memoria della Grande Guerra e dei soldati della Brigata Sassari che hanno combattuto e sacrificato la loro vita in queste montagne, non perde vigore. Ricordare vuol dire essere consapevoli di quello che è successo e rifiutare la logica della guerra che è sempre la soluzione peggiore». L’esponente della Giunta ha poi manifestato gratitudine per il lavoro svolto dal Comitato dei comuni impegnati nella valorizzazione dei siti storici della Prima Guerra Mondiale e confermato l’impegno della Regione a sostenere i nuovi progetti. E’ infatti prevista la realizzazione di un nuovo cimitero di guerra sotto quello di Casara Zebio e la nascita, nell’Altopiano di Asiago, di un Parco Letterario dedicato alla Brigata Sassari sulla base degli scritti di Emilio Lussu, Alfredo Graziani, Leonardo Motzo e Giuseppe Tommasi.

Nel 2003 i Comuni veneti di Asiago e Foza e quelli sardi di Tempio Pausania, Sinnai e Armungia, tra loro gemellati nel ricordo delle origini e della storia della brigata sarda, hanno infatti dato vita ad un Comitato permanente nel quale sono confluiti i Comuni di origine dei soldati sardi caduti sull’Altopiano, coordinati dal comune di Armungia (il paese in cui è nato Emilio Lussu). Un primo grande risultato è stato raggiunto nel 2007 con il recupero proprio del Cimitero di Guerra di guerra dei “Diavoli Rossi” di Casara Zebio dove, grazie alla ricerca storica svolta da Antonio Pinna, già direttore del Museo Storico della Brigata Sassari, sono stati individuati i 218 “sassarini”, provenienti da 131 Comuni della Sardegna, che in questo luogo avevano trovato sepoltura. In segno di riconoscenza verso i giovani sardi caduti per la difesa di quelle terre lontane, la Regione Veneto e il Comune di Asiago hanno donato l’area ai Comuni dell’isola che hanno aderito al progetto: oggi è così oggi un pezzo di Sardegna sui monti dell’Altopiano.