Allarme febbre del Nilo nuovo caso a Oristano

Colpita un’anziana, ora è ricoverata in ospedale. Le sue condizioni sono gravi

ORISTANO. La provincia di Oristano registra il terzo caso di quest’anno di West Nile disease, meglio nota come febbre del Nilo, nell’arco di pochi mesi. Ne è stata colpita una anziana donna residente in una borgata di Oristano che da qualche giorno è ricoverata all’ospedale San Martino, dopo aver manifestato i sintomi della malattia: encefalite e disturbi neuroinvasivi. I medici, messi in allarme dai precedenti casi (tra luglio e agosto una donna di 50 anni di Zeddiani e una 90enne di Solarussa) hanno eseguito i test specifici e il risultato è stata la positività alla West Nile. Secondo le pochissime informazioni trapelate da fonti regionali, le condizioni della paziente sarebbero gravi ma sotto controllo. Una conferma indiretta è data dal fatto che la donna non sia stata trasferita in strutture più attrezzate, ma sia monitorata nel reparto Malattie infettive del San Martino. Il manifestarsi di un nuovo caso di febbre del Nilo ha avuto come conseguenza una ordinanza firmata dal sindaco di Oristano Andrea Lutzu, sollecitata dall’Azienda socio sanitaria, nella quale, «preso atto che nel territorio del Comune di Oristano nel 2017 si è verificata la circolazione virale della West Nile», vengono dettate una serie di prescrizioni il cui obiettivo è limitare il proliferare delle zanzare. La febbre del Nilo, che non è contagiosa, è una malattia trasmissibile dagli animali all’uomo attraverso un virus ( Arbovirus appartenente alla famiglia Flaviviridae)trasmesso all’uomo attraverso la puntura di zanzara che abbia, a sua volta, punto un uccello infetto. Per questa ragione, tutte le misure di prevenzione hanno l’obbiettivo di limitare la presenza di zanzare, necessariamente con l’eliminazione dei ristagni d’acqua in depositi, contenitori, giardini. In questo senso, le disposizioni dell’ordinanza sindacale sono chiare e improntate alla necessità di porre la massima attenzione sull’aspetto preventivo. La notizia di un nuovo caso di West Nile è trapelata in maniera del tutto ufficiosa. La Regione, che ha costituito una Unità di crisi specifica sul virus, ha di fatto avocato a sé ogni comunicazione, con l’effetto paradosso della totale assenza di comunicazioni. Ancora ieri notte, nel sito ufficiale della Regione, assessorato alla Sanità, nessuna riferimento era presente sul caso di Febbre del Nilo. I vertici dell’Azienda socio sanitaria oristanese, non hanno rilasciato alcuna dichiarazione non essendo autorizzati dalla Regione a farlo. Un fatto inspiegabile, anche perché i protocolli in atto per la cura delle persone che hanno contratto il virus sono stati testati proprio alla Assl (allora Asl)di Oristano. Anche per gli altri due casi registrati quest’anno, le informazioni ufficiali fornite dalla Regione sono arrivate con settimane di ritardo rispetto al contagio. Black out di notizie ancora più sconcertante, vista l’importanza di informare la popolazione sulle pratiche di prevenzione.

La West Nile disease era assente dall’isola da sei anni, ma in passato proprio l’Oristanese ha pagato un tributo pesante, con alcuni decessi. La trasmissione da uomo a uomo è possibile soltanto attraverso le trasfusioni di sangue infetto. Nella maggior parte dei casi è asintomatica; in pochi casi i sintomi che
si manifestano sono febbre alta, mal di testa, dolori muscolari che non hanno conseguenze gravi. Nei soggetti pià deboli, (si calcola sia l’1 per cento) e soprattutto anziani, il virus può provocare gravi forme neurologiche (encefalite, meningite) che possono anche condurre alla morte.

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