Referendum in Catalogna, nei seggi un presidio degli indipendentisti sardi

La presenza di osservatori internazionali, per Gavino Sale dell'Irs, potrebbe essere un deterrente per i contestatori

BARCELLONA. Un presidio costante, anche durante la notte, nei seggi in cui domani, domenica 1° ottobre, si voterà per il referendum catalano. La proposta degli osservatori internazioni di Irs, Indipendèntzia Repùbrica de Sardigna, ha riscaldato il clima prereferendario.

Dopo l’episodio di ieri notte, quando un manipolo di contestatori ha sparato con un fucile ad aria compressa contro quattro volontari che presidiavano un seggio dell’hinterland di Barcellona, ha spezzato il clima di calma apparente che si respira tra i carrer della capitale della Catalogna lasciando spazio alla preoccupazione, anche perché ancora non è chiaro quando e dove si potrà votare, quale sarà il ruolo della Guardia civil – la polizia militare che attende un ordine da Madrid prima di entrare in azione - e quale potrebbe essere l’esito della marcia su Barcellona annunciata dall’ala di estrema destra del Partito popolare spagnolo.

Ecco perché l’idea di Gavino Sale, leader di Irs, ha raccolto l’approvazione dei movimenti politici che hanno organizzato il referendum: “I seggi saranno ospitati perlopiù nelle scuole - spiega Sale -, in alcune è già in atto un’occupazione pacifica di studenti e genitori ma la presenza di un gruppo di osservatori internazionali può essere un valido deterrente per i contestatori

perché, nel caso di un’aggressione, il peso politico sarebbe differente ”. L’idea di passare la notte nei seggi fornendo un presidio costante è stata ripresa anche dagli altri gruppi di osservatori internazionali, tra cui le delegazioni irlandesi, scozzesi e corse. (c.z.)

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