La Marcia della pace per i migranti

Domenica da Laconi a Gesturi: sì all’accoglienza, no alle scorie e alle bombe Rwm

CAGLIARI. La marcia è per una pace sicura e partirà domenica dalle 16 da Laconi verso Gesturi. Ma è anche contro il possibile deposito di scorie nucleari in Sardegna e contro la fabbrica di bombe Rwm a Domusnovas. Invece la marcia sarà a favore dell’accoglienza ai migranti in un «Mediterraneo riappacificato». Sono questi i messaggi che saranno lanciato nella 16esima edizione della Marcia della pace e saranno i punti da cui partirà il dibattito della mattina, alle 10 al Cineteatro di Laconi, organizzato dalla Tavola sarda. «La Sardegna deve puntare a uno nuovo modello di sviluppo – ha detto Giacomo Meloni, segretario della Confederazione sindacale sarda – e scrollarsi di dosso il peso delle servitù industriali e militari». Per l'ex sindaco di Laconi Paolo Pisu, «dopo tre anni e mezzo di questa giunta e di questa maggioranza centrosinistra che io stesso ho votato, non si è fatto purtroppo un minimo di passo avanti sulle servitù militari». Concetti ripresi da Antonello Murgia: «In campagna elettorale avevano promesso di risolvere il problema delle servitù militari ma invece sono aumentate». Franco Uda, segretario regionale Arci, ha denunciato la «grande sproporzione» delle servitù in Sardegna rispetto al resto del Paese: «La stortura dev’essere sanata». Ma ha anche sottolineato che «non è ancora stata sventata una minaccia per il territorio sardo che potrebbe essere destinato a stoccare le scorie nucleari». È un no secco arriva per la fabbrica di bombe a Domusnovas:
«Anche l’Europa ha detto che dev’essere chiusa». Invece è forte il sostegno all’accoglienza dei migranti, ha detto Pisu, ma «puntiamo sempre più a integrare i nuovi arrivi con le comunità in cui sono ospitati ed è questa la soluzione per evitare spinte verso fenomeni di razzismo».

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