Lotta all’evasione fiscale flop dei Comuni esattori

Solo 10 amministrazioni su 377 fanno le segnalazioni all’Agenzia delle entrate Pochi anche i soldi recuperati: 100 euro a Cagliari e 315 a Nuoro, meglio Sassari

OLBIA. Pochi e inefficienti esattori. Si è risolto in un sonoro flop il tentativo di fare dei Comuni sardi i primi baluardi locali contro l’evasione fiscale. I numeri del 2016 certificano un clamoroso fallimento per il tentativo di compartecipazione degli enti locali dell’Isola al contrasto all’evasione fiscale, introdotto nel 2010, dove si stabiliva che ai Comuni venisse riconosciuta la quota del 100% di quanto recuperato dei tributi nazionali come Irpef, Iva e Ires. Un incarico di polizia tributaria a livello locale che puntava su un concetto di prossimità fiscale e una conoscenza diretta da parte delle amministrazioni di indicatori quali situazione economica e tenore di vita. Si tratta delle cosiddette “segnalazioni qualificate” che i Comuni fanno all’Agenzia delle Entrate, indicando eventuali discrepanze con l’accertamento tributario condotto sui movimenti di persone e società. Un rapporto disciplinato da specifiche convenzioni, ma anche un bell’incentivo a rimpinguare le asfittiche finanze locali, dal momento che si è stabilito come la quota che resta ai Comuni, almeno fino al 2019, per la loro compartecipazione al contrasto all’evasione, sia fissata al 100% del recuperato.

II grande flop. Ebbene, i numeri sono impietosi. Secondo una elaborazione del Servizio politiche territoriali Uil, su dati forniti dal Viminale, si evince come in Sardegna il recupero delle somme ammonti davvero a pochi spiccioli. Sono stati soltanto 10 su 377 totali i Comuni sardi che hanno ottenuto un premio per la loro compartecipazione al contrasto all’evasione fiscale e contributiva. L’importo erogato in euro per tutta la Sardegna è stato di poco superiore ai 26mila euro. Peggio hanno fatto solo Molise, Puglia, Umbria e Valle d’Aosta. Per avere un riferimento, all’interno di un fallimento a livello nazionale, la Lombardia ha avuto un premio di 5 milioni 200 mila euro e il Veneto di poco superiore ai tre milioni di euro.

I Comuni. Tra i pochi che hanno risposto all’appello, incassando qualche introito dalla compartecipazione, si registrano i clamorosi flop di Cagliari, con appena 100 euro e Nuoro, con 315 . Mentre si difendono Sassari, con 17.297 euro e Golfo Aranci, unico comune gallurese, con 6.255. «La cifra sarà maggiore, sugli 80mila euro, perché i primi incassi si basano su rateizzazioni – spiega Giuseppe Fasolino, sindaco di Golfo Aranci –. Si tratta di un’opportunità importante per il nostro Comune, parliamo di maggiori introiti che entrano direttamente nelle casse». Oltre a Cagliari, Nuoro, Sassari e Golfo Aranci, nei 10 Comuni sardi entrano anche Decimomannu (50 euro), Serdiana (150), Sinnai (50), Simaxis (50), Sorso (2.154) e San Gavino Monreale (150 ).

L’Anci. La Sardegna non costituisce un’eccezione. I risultati a livello nazionale sono quasi imbarazzanti: appena 1.625 euro in media per ciascuno degli 8 mila Comuni. Anche se in realtà solo 571 amministrazioni si sono attivate per la compartecipazione al contrasto all’evasione. «Dovremo approfondire la situazione e attivare da subito un rapporto diretto con l’Agenzia delle Entrate – dice Emiliano Deiana, presidente Anci –. La lotta dei Comuni ai fenomeni di evasione ed elusione fiscale è fondamentale, sarà nostra cura capire
da cosa nascano le difficoltà. Penso alla firma di un protocollo d’intesa con l’Agenzia delle Entrate, differenziando il recupero dell’evasione dei tributi nazionali da quella relativa ai tributi locali, che spesso deriva da situazioni di necessità dovute dall’aumento della povertà».

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