Attraversa i binari, muore travolto dal treno

San Gavino, la vittima è un 19enne: si pensa a un suicidio. Traffico ferroviario fermo per 3 ore

SAN GAVINO. Incidente o suicidio: c’è questo dubbio di difficile soluzione sulla tragedia avvenuta ieri pomeriggio sulla linea ferroviaria Oristano-Cagliari, a tre chilometri dalla stazione di San Gavino. Un ragazzo di 19 anni, A.B., di Samassi, è stato travolto da un treno quando ha attraversato i binari. Davvero difficile stabilire, da parte dei carabinieri di San Gavino e da quelli del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Villacidro, se si sia trattato di un gesto volontario o se accidentale, anche se l’ipotesi più accreditata è quella del suicidio. Improbabile, infatti, che la vittima sia andata a passeggiare lungo la ferrovia a considerevole distanza dall’abitato di San Gavino, oltre tutto in un tratto di difficile accesso (i binari sono protetti da una rete metallica) e percorribilità, con i binari scorrono da una parte a livello rialzato da terra e dall’altra lungo un canale di irrigazione in cemento armato. Ipotizzabile che le sue intenzioni fossero già in partenza quelle di un gesto estremo.

La tragedia è avvenuta intorno alle 16, coinvolto il treno regionale Minuetto partito da Macomer e diretto a Cagliari, con 46 passeggeri a bordo. Al chilometro 51,8 della ferrovia, fra Pabillonis e San Gavino, il macchinista ha avrebbe visto solo all’ultimo istante una sagoma umana attraversare i binari e di non avere avuto la possibilità di evitare l’investimento. Il corpo della vittima è stato orribilmente mutilato e proiettato ai margini della strada ferrata. Quando il Minuetto si è arrestato con una frenata di emergenza, sono scattati i tentativi di soccorso da parte del macchinista e di qualche passeggero non impressionabile da quanto era sotto i loro occhi. Immediata la richiesta di intervento ai carabinieri tramite il 112 e al 118, con le pattuglie e l’ambulanza giunti sul posto in breve tempo nonostante fosse in aperta campagna. Agli inquirenti, coordinati dal maggiore Andrea Cassarà, comandante la compagnia di Villacidro, la difficile ricostruzione dell’accaduto e la delicata individuazione dell’identità della vittima, di cui si è potuto intuire da subito che aveva un’età molto giovane.

La salma mutilata è stata ricomposta e portata all’obitorio di San Gavino
per un successivo riconoscimento da parte di familiari, fino a tarda sera non ancora al corrente della tragedia.

Il traffico ferroviario è rimasto bloccato per quasi tre ore e solo alle 18,30 i treni hanno potuto riprendere a viaggiare, con compressibili disagi per i passeggeri.

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