Formaggi, yogurt e burro: è boom per il latte di capra sardo

Cambiano i gusti dei consumatori alla ricerca di un prodotto sano e digeribile. Francesco Casula (Arborea): «Un mercato in forte crescita, anche all’estero»

SASSARI Se anche Meryl Streep, l’attrice premio Oscar, ne va ghiotta, un motivo ci sarà. Il latte di capra – e i suoi derivati, come la ricotta, i formaggi freschi e stagionati, gli yogurt – sta conquistando il palato dei buongustai. «È ancora un mercato di nicchia, ma negli ultimi anni in forte crescita – dice Francesco Casula, direttore generale della cooperativa Arborea, leader nazionale nel mercato del latte vaccino che nel 2012 si è lanciato in una nuova avventura acquistando il marchio “Fattorie Girau”, un’azienda di San Gavino Monreale specializzata nella produzione di prodotti a base di latte sardo di capra.

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Un’intuizione, quella della cooperativa Arborea, che sta dando i suoi frutti. «In questo settore i maggiori paesi produttori sono la Francia, la Spagna e l’Olanda. L’Italia si sta affacciando ora a questo mercato che ha grandi potenzialità di crescita. Il consumo del latte di capra, infatti, sta crescendo di anno in anno, mentre sta diminuendo drasticamente quello del latte vaccino sia perché il nostro paese sta rapidamente invecchiando sia per il cambiamento delle abitudini di vita: ormai è diventato un lusso fare colazione a casa, non c’è più tempo, purtroppo».

I numeri. Per rendersi conto di quanto valga il mercato del latte di capra basta dare uno sguardo ai numeri: se nel 2012 in Sardegna la raccolta di latte di capra non arrivava a quattro milioni di litri, nel 2016 si sono superati i 6 milioni di litri raccolti. «A livello nazionale la Sardegna è la regione dove si produce più latte di capra – continua Casula – Ora molte aziende, compresa la nostra, si stanno dedicando alla trasformazione».

Dal caprino allo yogurt. Ovviamente è ancora presto per raggiungere le vette dei francesi, maestri nella produzione dei caprini freschi e delle croste fiorite (quelli con le muffe, per intenderci), ma i produttori sardi si stanno attrezzando per competere nel mercato globale e intercettare le nuove tendenze alimentari. «I nostri prodotti di punta sono il formaggio fresco di capra, il latte di capra confezionato a lunga conservazione, il burro di capra e gli yogurt, al naturale e alla frutta, sempre più richiesti dai consumatori», spiega Francesco Casula.

Il processo produttivo. Ovviamente, la cooperativa Arborea utilizza solo il latte delle capre allevate in Sardegna. «Il nostro latte è garantito, i nostri fornitori devono documentare tutto il processo produttivo, dalla tipologia di allevamento al mangime – continua Casula –. Utilizzano tutti tecniche di allevamento biologiche e rispettose degli animali». Come ricorda Casula, ora i produttori sardi hanno un’arma in più per tutelare i loro prodotti. «Per la valorizzazione delle nostre produzioni possiamo ora contare anche sul recente decreto che ha introdotto l’obbligo di indicare in etichetta l’origine del latte, mettendoci così al riparo dalla concorrenza sleale di chi sfrutta impropriamente il valore del made in Italy».

Il fatturato. A soli quattro anni dall’acquisizione del marchio “Fattorie Girau”, il settore sta dando grandi soddisfazioni alla cooperativa di Oristano. «Quest’anno il fatturato sfiorerà i 9 milioni di euro. Certo, si tratta di un’inezia se lo paragoniamo ai 160 milioni di fatturato annuo della cooperativa Arborea. Ma sono convinto che il settore del latte di capra riserverà grandi sorprese in futuro: i gusti dei consumatori stanno cambiando e il latte di capra è sempre più apprezzato, anche per la sua digeribilità». Basta guardare i numeri: se il fatturato per latte e yogurt nel 2012 era di circa 1 milione di euro a ottobre 2015 erano già 2,5. Ora la cooperativa Arborea, dopo aver conquistato il mercato nazionale, punta ai mercati esteri. «Stiamo già esportando in Germania, Gran Bretagna e negli Stati Uniti. E abbiamo molte richieste anche da altri paesi europei».

Le tendenze alimentari. «Quello del latte di capra è un mercato in crescita, nonostante i prezzi di vendita siano più alti rispetto agli altri prodotti caseari – dice Luca Saba, direttore di Coldiretti Sardegna – Di sicuro questo è dovuto al nuovo stile di nutrizione degli italiani, più attenti alla salute e alla propria linea. Il latte di capra, infatti, ha ricchissime proprietà nutrizionali, ma è molto più digeribile. È ideale anche come spuntino, soprattutto se si deve fare attività fisica». (g.z.)

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