«L’eccessiva burocrazia frena la ripresa dell’isola»

Il presidente di Confartigianato: la situazione è drammatica, serve una scossa «Sui bandi di aiuti alle imprese c’erano grandi aspettative, siamo molto delusi»

SASSARI. La ripresa ancora non c’è. Il mondo delle imprese deve ancora fare i conti con uno scenario a tinte fosche. Troppa burocrazia, troppi cavilli impediscono agli imprenditori di provare a risalire la china. È questa la denuncia di Confartigianato, che racconta una Sardegna che occupa gli ultimi posti nel treno della ripresa economica. «Da noi la crisi è arrivata in ritardo rispetto al resto d’Italia – dice il presidente Antonio Matzutzi – e se ne andrà dunque più tardi. La situazione è drammatica. La ripresa che decanta la politica nazionale è limitata al Nord, da noi ancora non si vede. A dirlo sono o numeri». E in effetti l’albo delle imprese artigiane è in profondo rosso. Al 31 dicembre 2016 le imprese della Sardegna erano 36.346: una perdita di 541 (meno 1,5 per cento) rispetto al 2015 e 6.672 in meno rispetto all’anno boom del 2008. «Le imprese continuano a diminuire, a chiudere a causa delle solite difficoltà – dice ancora Matzutzi –. Accesso al credito, burocrazia, costi del personale, cuneo fiscale, tassazione». Al contrario le imprese straniere sono in aumento. «Ma quello è un dato fittizio. Sono quasi tutti negozietti, kebabberie, ambulanti. Attività che oggi ci sono ma domani chissà».

Edilizia. Il comparto maggiormente in difficoltà è l’edilizia, 297 le imprese perse in un anno, più della metà del totale, ma sono a soffrire della mancata ripresa sono in generale i settori tradizionali. Come il manifatturiero: meno 2 per cento in 12 mesi. La ripresa, invece, quest’anno ha interessato tutto il mondo che ruota intorno al turismo. «L’edilizia sta soffrendo tantissimo. Da 4 o 5 anni c’è una carenza di gare d’appalto e di lavori pubblici che sta indebolendo parecchio il settore. Mi auguro infatti che nella Finanziaria regionale ci si ricordi di questo comparto che ha sempre contribuito tantissimo al Pil regionale. Faccio un appello all’assessore Paci: ricordati di noi». Un trampolino di rilancio dell’edilizia, secondo Confartigianato, può essere la legge urbanistica, sui cui nelle scorse settimane l’associazione si è già espressa favorevolmente. «Ormai è da 30 anni che si parla di legge urbanistica – afferma Matzutzi –. Va approvata nel più breve tempo possibile perché darà certezze al settore. Se ci sono cose da correggere lo si faccia, ma il via libera va dato il prima possibile».

Regione. Con la giunta Pigliaru ha avviato un rapporto di collaborazione. «Proficua», sottolinea Matzutzi. «Stiamo facendo un bel lavoro con Argiolas e Piras. Stiamo collaborando per la partecipazione delle nostre imprese a un piano di internazionalizzazione, in modo da introdurre le nostre aziende in nuovi mercati».

Bandi. C’è meno soddisfazione invece sui bandi regionali T1 e T2 per gli aiuti alle nuove imprese. «C’era molta aspettativa, ma purtroppo si sta ripetendo l’esperienza negativa dei bandi Pia e Pfsl. Anche in questa occasione le imprese sono andate a sbattere contro la burocrazia. I nuovi bandi, proprio alla luce della
passata esperienza, avrebbero dovuto rappresentare il riscatto della Regione, invece anch’essi si stanno rivelando carichi di cavilli e non risposte. Questo purtroppo porta a un clima di sfiducia delle imprese verso l’amministrazione. Fa male al sistema, è deleterio». (al.pi.)

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