Oggi il faccia a faccia in Consiglio

Una delegazione incontrerà i capigruppo per sollecitare una leggina in deroga

CAGLIARI. I ventinove sindaci che si oppongono all’ingresso obbligatorio in Abbanoa oggi proveranno a far breccia fra i capigruppo del Consiglio regionale. La delegazione punta a ottenere il passaggio in aula di una leggina dedicata, che dovrebbe metterli al riparo da quanto ordinato, pochi giorni fa, dall’Egas, l’ente di governo dell’acqua, e cioè: l’autonomia è finita. Solo Sinnai, Domusmovas e Siligo sono i Comuni usciti indenni dalla lunga istruttoria. Tutti gli altri sono stati condannati a cedere impianti e servizio al gestore unico, Abbanoa, appunto. Sono Aggius, Anela, Arzana, Bessude, Bonarcado, Bottida, Bultei, Burcei, Burgos, Capoterra, Cheremule, Esporlatu, Fluminimaggiore, Gadoni, Lotzorai, Modolo, Nuxis, Olzai, Paulilatino, Perfugas, San Vero Milis, Sant’Anna Aresi, Santulussurgiu, Serramanna, Seui, Tertenia, Teulada, Villagrande Strisali e Villasimius. Secondo l’istruttoria dell’Egas, nessuno di questi 29 Comuni avrebbe i requisti per restare ancora autonomo, perché – secondo l’ultima modifica del Codice nazionale dell’ambiente – possono essere esonerati «solo i Comuni montani sotto i mille abitanti che abbiano fonti proprie in aree protette dal punto di vista paesaggistico e già gestivano in modo autonomo, diretto ed economico la distribuzione dell’acqua». Per l’Egas quelle condizioni non ci sono in questi 29 Comuni, ma loro sostengono invece di essere «tutti all’interno dei criteri previsti come deroghe per non essere assorbiti da Abbanoa». La delegazione di sindaci, l’incontro è previsto in Consiglio nella prima mattinata, sarà numerosa e battagliera. E non si presenterà a mani vuote: ai capigruppo dovrebbe consegnare una lunga relazione a sostegno della loro rivendicazione. L’obiettivo dichiarato dei 29 sindaci è quello di ottenere una modifica della legge regionale che impone l’ingresso di tutti i Comuni in Abbanoa fatte salve – ecco la proposta – «le gestioni dirette del servizio che finora non hanno ceduto gli impianti al gestore unico». Bisognerà vedere quale sarà la risposta dei capigruppo, considerando che più volte il Consiglio regionale si è occupato del caso dei 29 Comuni, ma non è riuscito a trovare ancora
una soluzione definitiva. Ma ormai siamo alla stretta finale, con i sindaci che hanno fatto già sapere: «Se il Consiglio regionale non ci darà le risposte giuste, ricorreremo al Tar contro la decisione di Egas e se dovesse servire arriveremo fino alla Corte europea dei diritti dell’uomo».

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