Morti all’ex Provveditorato il sospetto: amianto killer

Undici casi di tumore e 6 decessi tra i dipendenti. Chiusa una parte dello stabile

NUORO. Il “palazzo della morte”. Così viene chiamato l'edificio che, nel cuore della città in via Veneto, ospita l’Ufficio scolastico provinciale (l’ex Provveditorato). Undici i casi di tumore registrati dal 2005 tra i dipendenti dell'ufficio pubblico: sei i morti e cinque i malati gravi. Ma numerosissimi anche i lavoratori che sono stati operati e sono ancora sotto cura per gravi problemi alla tiroide. Nella vicenda ancora oggi avvolta dal mistero, dove l'unica certezza sono le numerose gravi malattie - cancro ai polmoni, alla gola, al cervello, al seno e al sangue - che giorno dopo giorno hanno colpito decine di lavoratori dell'ex Provveditorato. Tumori più o meno aggressivi che hanno concesso qualche anno di vita o portato alla morte in un paio di mesi. Altri, i più fortunati, sono stati colpiti da "semplici" patologie della tiroide. Uomini e donne, giovani e meno giovani, con in comune la trentennale attività lavorativa tra le mura dell'Ufficio scolastico nuorese. Qualche mese fa è stata scritta una nuova pagina dell'inquietante vicenda. Una parte dell'edificio infatti è stata chiusa e isolata con teli di politene per alto rischio di presenza di fibre di amianto nella pavimentazione di linoleum.

Allarme amianto. A far scattare l'allerta è stata la segnalazione del nuovo responsabile incaricato alla sicurezza, l'ingegnere Maurizio Caddeo, che nel documento unico di valutazione dei rischi interferenti, Duvri, ha messo in luce, per la prima volta nella storia dell'edificio, la possibile presenza di amianto nei pavimenti. L'area è stata nell'immediato isolata con una resina speciale per impedire alle possibili fibre di amianto di propagarsi e i dipendenti sono stati provvisoriamente trasferiti in un'altra sezione dell'edificio dove non ci sarebbero rischi per la salute. E proprio in questi giorni si stanno ultimando i lavori di adeguamento nella nuova struttura di viale Trieste che ospiterà l'Ufficio scolastico nuorese.

Le malattie. Il semplice sospetto che nella cosiddetto "palazzo della morte" ci possa essere l'amianto ha scoperchiato un vaso di Pandora tra i dipendenti e gli ex lavoratori che nel corso della loro carriera hanno assistito impotenti a un lento ma inesorabile stillicidio. «Nessuno – confida un ex dipendente che chiede l’anonimato– si è mai interessato seriamente per capire perché in quei maledetti uffici la gente si ammalava e ancora oggi si ammala di tumore. Nel 2005 è iniziata la maledizione – racconta–. La prima ad ammalarsi è stata una collega: tumore ai polmoni. In quello stesso anno sono decedute in due e l'anno successivo è stata la volta di un altro collega, anche lui scomparso a causa di un cancro ai polmoni». Tra il 2007 e il 2008 la stessa sorte è toccata ad altri due lavoratori, colleghi di stanza e amici. «Lavoravano nello stesso ufficio al primo piano, precisamente nel centro trasmissioni dati, meglio conosciuto come “centro stella”. Lì c'era il server che collegava tutti i pc del palazzo – spiega l'ex dipendente che ha lavorato al provveditorato per 39 anni –. Entrambi sono stati colpiti da un tumore al cervello, ma uno dei due, il famoso maestro del folklore Tonino Puddu, ha avuto anche un carcinoma alla faringe».

Le prime verifiche. Da allora nessuno ha più voluto lavorare in quella stanza con la convinzione che il problema fossero le onde elettromagnetiche emanate dal server presente nell'ufficio. «Subito dopo la morte di Tonino Puddu la stanza venne chiusa e qualche mese dopo il decesso fu chiesto un monitoraggio all'Arpas per valutare se ci fosse o meno inquinamento elettromagnetico – prosegue nel racconto l'ex lavoratore – Ma dopo il sopralluogo l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente garantì l'assenza di pericolo». Nel frattempo altri dipendenti si ammalarono e nel 2010 morì anche una delle storiche addette alle pulizie degli uffici per un carcinoma al seno.

Analisi, mancano i fondi. Il palazzo, di proprietà della Provincia, è stato costruito alla fine degli anni Sessanta, quando l’amianto non faceva paura e veniva abbondantemente utilizzato nell’edilizia. Con l’entrata in vigore delle norme sulla sicurezza, la sede dell'ufficio scolastico provinciale sarebbe stata spesso monitorata dagli organi competenti che non hanno mai valutato rischiosa la presenza di quel tipo di pavimentazione di linoleum,
materiale che in quegli anni veniva miscelato con fibre di amianto. A distanza di mesi dalla segnalazione agli uffici tecnici della Provincia la presenza di amianto non è stata accertata. A causa degli esigui fondi infatti non è stato possibile fare le dovute analisi alla pavimentazione.

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