Tra i “Vini d’Italia” exploit dell’isola con 23 premiati

La Sardegna è presente in tutte e quattro le categorie. Nella “Da bere subito” svettano i vermentini Ruinas e Taerra

SASSARI. Da oggi nelle edicole e nelle librerie è in distribuzione la Guida “I Vini d'Italia dell'Espresso 2018”. La pubblicazione, che è disponibile anche nella versione digitale (app sia per Android che Ios) presenta, quest'anno diverse novità. I vini, infatti, vengono suddivisi in quattro grandi categorie: “I 100 vini da riassaggiare”, quelle bottiglie che hanno una capacità di evoluzione tra quelli già citati in guida negli anni precedenti e che si trovano in perfetta forma. I “100 vini da bere subito”, invece, sono quei vini che hanno raggiunto punteggi elevati (sopra 91/100, per intenderci) e che sono godibili già da subito. Quindi i “100 vini da comprare”: si tratta dei vini che si caratterizzano per l’elevato rapporto qualità/prezzo. Infine, i “100 vini da conservare” sono invece quelli di grandissima complessità, che richiedono un affinamento nel tempo, per dare il meglio di loro stessi. «Si tratta di un totale di quattrocento premi – dice Maurizio Valeriani, vice curatore e coordinatore nazionale della Guida – nei quali la Sardegna ha fatto un grande exploit, portando a casa un totale di ventitrè riconoscimenti».

Ma vediamo meglio come si sono piazzati i vini sardi nelle diverse categorie.



Vini da Bere Subito. In testa all'elenco due Vermentini di Gallura, il Ruinas 2016 – Depperu e il Vermentino di Gallura Superiore Taerra 2016 della Cantina Tani di Monti: due prodotti che ti conquistano al primo sorso per la freschezza e la piacevolezza al naso e in bocca. Poi, nell'elenco tre grandi rossi: il Carignano del Sulcis Riserva Is Solinas 2014 delle cantine Argiolas di Serdiana e un bel vino di Mamoiada; il Cannonau di Sardegna Perdas Longas 2016 di Cadinu Francesco di Mamoaida; e un classico come il Carignano del Sulcis Riserva Gavino 2014 della cantina Mesa. Onore al merito anche per un vino di Meana Sardo, il Mandrolisai Rosso Pareda 2014 che si è messo in evidenza anche al concorso Grenaches du Monde 2017, nato in Francia e ospitato ad Alghero nell’edizione dello scorso febbraio. E arriva anche il premio per il Torbato Centogemme 2016 dei Poderi Parpinello, di Alghero.

Vini da Comprare. In testa all'elenco fa piacere trovare uno dei vini più nobili e maltrattati della Sardegna, il Vernaccia: il premio, è andato a quello di Oristano Riserva 2004 di Silvio Carta. Ecco poi un vino di Usini che si sta facendo strada con grande merito: il Cannonau di Sardegna Messadore 2015 di Galavera. Riconoscimento anche per un Vermentino di Sardegna, il Prisma 2016 di Mura. Un doveroso premio anche al Cannonau, vendemmia 2014 di Nuraghe Crabioni che da tempo interpreta al meglio la grande vocazione vinicola di Tresmontes. Ecco anche il nobile Vernaccia di Oristano Flor 2006 del grande Attilio Contini di Cabras e un nettare puro e semplice, il Malvasia di Bosa 2014 dei fratelli Porcu. Nell'elenco non poteva mancare uno dei grandi Vermentini di Gallura, l'austero Monteoro 2016 di Sella & Mosca. Chiude la lista un debuttante assoluto: il fiero Carignano del Sulcis Carpante 2015 dell'azienda Carpante di Usini.

Vini da Conservare. Interessanti i vini segnalati per questa categoria. Si va dal Cannonau di Sardegna Riserva 2014 – Orgosa al Vernaccia di Oristano 2010 della Famiglia Orro. In evidenza il prezioso Cannonau di Sardegna Barrosu 2015 di Giovanni Montisci di Mamoiada, il nobile Carignano del Sulcis Superiore Terre Brune 2013 della Cantina di Santadi, il singolare Perda Pintà sulle Bucce 2013 della Cantina Giuseppe Sedilesu e il Mandrolisai Kent’Annos 2013 della Cantina del Mandrolisai.

Vini da Riassaggiare. Due i vini segnalati; i blasonati Turriga 2003 di Argiolas; e il Marchese di Villamarina 1999 delle tenute Sella & Mosca di Alghero.

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