Passa la riforma della rete, tutti salvi gli ospedali della Sardegna

La maggioranza soffre ma trova l'accordo sui punti critici. Martedì il voto finale. Accolte le richieste su Nuoro, La Maddalena, il Mater Olbia e Lanusei. Verranno potenziate la Breast Unit di Sassari, Nuoro e Cagliari

CAGLIARI. Sul filo di lana è cambiato tutto o almeno molto nella rete ospedaliera. Così quello che sembrava impossibile fino a due giorni fa, all'improvviso s'è materializzato in Consiglio regionale. Grazie al contributo di almeno tre maggioranze ibride, modulari, nate e disfatte, che si sono alternate fra vittorie e sconfitte, dentro un labirinto di emendamenti. Ecco cronologia e sintesi: una trentina di consiglieri del centrosinistra - contrari solo i quattro della sinistra Mpd, più le astensioni di Campo progressista - ha votato insieme al blocco del centrodestra il via libera ufficiale al Mater Olbia che sarà.

Poco dopo, all'unanimità, in 52 hanno resuscitato il punto nascita della Maddalena: non chiuderà, sarà potenziato, con il sostegno continuo dell'ospedale pubblico della Gallura e del prossimo elisoccorso. Infine, in tarda mattinata e a macchia di leopardo, sostenuto da una larga e inaspettata maggioranza, è passata anche la promozione sul campo degli ospedali di Nuoro e Lanusei. Il primo avrà sette super specializzazioni, neurochirurgia, cardiologia vascolare, rete ictus

e traumi fra le altre, elevate al livello delle eccellenze di Cagliari e Sassari. Mentre Lanusei, nei fatti, non sarà solo una «base» della Rete, ma il «nodo centrale» dell'Ogliastra, con ad esempio anestesia e centro traumi, uguali a quelli degli ospedali più grandi di Oristano e San Gavino.

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