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Province, centrodestra all’attacco

Pittalis: è il caos, rivedere la legge. L’assessore Erriu: mancano le risorse statali

CAGLIARI. La riforma degli Enti locali è stata un flop. Perché? È complicata e poi nasce da una costola di quel referendum costituzionale che a dicembre gli italiani hanno bocciato senza appello. «La legge deve ritornare subito in aula, va corretta e nel frattempo la Regione non pensi di prorogare i commissari. Sarebbe un atto di arroganza. Come minino deve convocare le elezioni indirette, quelle dei sindaci che eleggono altri sindaci, entro marzo». A chiedere tutto questo sono stati i capigruppo di Udc e Forza Italia, Gian Luigi Rubiu e Pietro Pittalis, preoccupati che «un'eventuale proroga degli amministratori straordinari possa gettare le Province, tra l’altro già allo stremo perché sono senza soldi in cassa». È una diffida quella lanciata dal consigliere Stefano Tunis, Fi: «Non ammetteremo colpi di mano. Questa giunta prima s’è accodata a Renzi, poi ha fatto addirittura peggio quando s’è inventata Unioni grandi e piccole, Città medie e intermedie, e ora vuole completare il disastro». Secondo l’opposizione, è forte il sospetto che l’incarico ai commissari sia prolungato oltre la scadenza del 31 dicembre: «C’è una delibera della giunta che dice e non dice – ha denunciato Rubiu – ed è stata corretta almeno una o più volte per confondere le acque fino a lasciare in piedi l’ipotesi del rinvio delle elezioni indirette a chissà quando». D'altra parte, ha aggiunto Pittalis, «la riforma Erriu è stata affossata dal voto popolare che non solo ha bocciato il progetto di Renzi ma anche la legge Delrio, era quello il punto di partenza della Regione, e tutto è rimasto inapplicato. La confusione oggi è totale». Per Pittalis «la giunta ammetta di aver sbagliato, riporti la legge in Consiglio e non provi ad abusare del potere che ha per rinviare le elezioni dei Consigli delle 4 Province a quest’estate». Sulle difficoltà finanziarie delle amministrazioni provinciali Alessandra Zedda, Fi, ha insistito: «Tutti gli enti sono a rischio dissesto dopo che lo Stato ha tagliato i trasferimenti e la Regione li ha subiti. Con il risultato che alcune competenze importanti, come quelle su scuole, strade e ambiente, sono oggi appese al nulla».

A stretto giro è arrivata la replica dell’assessore Cristiano Erriu. «I problemi delle Province, oggetto di specifiche denunce politiche della giunta e fonte di preoccupazioni manifestate dagli amministratori straordinari, sono esclusivamente di tipo finanziario e legate al mancato trasferimento delle risorse statali necessarie per il finanziamento delle funzioni fondamentali. Non c’è alcun disordine né la necessità di configurare un ridisegno del sistema delle autonomie locali. Per quanto ci riguarda, le elezioni provinciali di secondo grado verranno convocate entro i tempi strettamente necessari».