De Vincenti: grazie a noi l’economia in ripresa

Il ministro a Cagliari all’appuntamento della Conferenza episcopale «Abbiamo fatto molto per l’occupazione». Domani arriva il premier Gentiloni

CAGLIARI. Claudio De Vincenti, ministro per il Mezzogiorno e la coesione sociale, sul palco cagliaritano della Settimana nazionale per il lavoro, organizzata dalla Conferenza Episcopale italiana, è salito con un bel po’ di foglietti . Forse neanche tanto segreti. Era stato visto prendere appunti durante il videomessaggio di Papa Francesco, «Senza lavoro non c’è dignità, ma non tutti i lavori sono degni. Ci sono quelli che uccidono», e poi pare abbia fatto lo stesso anche quando Gualtiero Bassetti, cardinale di Taranto e presidente della Cei, ha detto in apertura della quattro giorni: «Ora serve un grande piano di sviluppo per l’Italia, perché sui giovani non possono cadere ancora le colpe di una politica che finora è stata miope». E forse, in quei fogli ministeriali, potrebbe essere finito anche un passaggio di un altro messaggio, quello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Oggi abbiamo sempre più bisogno di uno sviluppo sostenibile, accompagnato dai modelli sociali sempre più attenti alle persone e alle comunità». Così quando gli è stato consegnato il microfono De Vincenti ha detto: «Noi non ci siamo fermati alla chiacchiere. Se c’è una ripresa economica, anche se parziale, la rivendico per quanto abbiamo fatto in questi anni. Abbiamo preso provvedimenti concreti, ci siamo rimboccati le maniche e continuano ad affrontare crisi aziendali difficilissime. Certo, c’è ancora molto da fare, ma se abbiamo imboccato la strada della risalita è anche per merito nostro». Quella di De Vincenti non è stata una difesa d’ufficio della politica, ma «di un impegno spesso oscuro per restituire un orizzonte di fiducia all’Italia». Il ministro ha continuato a prendere appunti anche durante le testimonianze di un giovane che studia e lavora nel Nord Italia, della donna e madre sarda Anna Maria Deidda, che è socia in una cooperativa e ha tre figli, e di un battagliero uomo del Sud, che è rimasto vedovo per colpa della barbarie del caporalato in agricoltura. «Sono tutte testimonianze – ha detto De Vincenti – che confermano quanto la strada sia ancora lunga, nonostante non manchino i segnali positivi». Per poi lanciare un messaggio ancora più politico: «Il lavoro è la questione centrale, la questione delle questioni. Lo è soprattutto per i giovani che ci chiedono di poter lavorare, non vogliono sussidi e neanche credono più a quanti sventolano promesse in campagna elettorale. Dunque, noi dobbiamo creare le condizioni affinché diminuisca la disoccupazione, in questo siamo molto impegnati anche in Sardegna, e perché per i giovani ci sia una speranza concreta di lavorare nella loro terra e vivere dove sono nati». Dopo un altro intervento sull’importanza fondamentale dell’etica nel lavoro e sull’attenzione che «dev’esserci soprattutto per il lavoratore», il ministro è sceso dal palco e s’è incontrato col presidente della Regione Francesco Pigliaru. È stato un incontro informale in cui avrebbero parlato a lungo del «Pacchetto Sardegna», annunciato così dal ministro: «Abbiamo diversi argomenti sul tavolo. Alcuni li abbiamo risolti e su altri dobbiamo ancora confrontarci». Con in sottofondo le ultime tracce del discorso pronunciato dall’arcivescovo di Cagliari Arrigo Miglio, presidente della Conferenza dei vescovi sardi: «Oggi più che mai la Sardegna ha bisogno di una grande unità, di collaborare a un progetto condiviso da tutte le forze politiche, sociali, dell’impresa e del sindacato che, con un solenne accordo, mettano in campo risorse e impegni per rispondere subito alle non poche emergenze di questa terra dalle grandi potenziali». Che però ha bisogno della considerazione e del sostegno dello Stato per rialzarsi. Chissà se anche questo messaggio è finito fra gli appunti del ministro De Vincenti.

Oggi dopo i dibattiti della giornata d’apertura sul «lavoro che vogliamo e quello che non vogliamo», la Settimana sociale affronterà il tema delle «Buone pratiche necessarie per ripartire». Domani al centro del confronto ci sarà la Sardegna, con l’intervento del governatore Francesco Pigliaru. Nella stessa giornata e non più domenica è atteso l’arrivo a Cagliari del presidente del premier Paolo
Gentiloni, del ministro del lavoro Giuliano Poletti e del presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani. Sarà questa la giornata dedicata alle proposte e al confronto annunciato con la segretaria nazionale della Cisl Annamaria Furlan e l’ex ministro del lavoro Tiziano Treu. (ua)

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