Il Papa: senza lavoro non c’è dignità

I messaggi del Pontefice e del presidente Mattarella: chiesta più attenzione anche verso l’ambiente

CAGLIARI. Un piano di sviluppo per l’Italia fondato su famiglia e messa in sicurezza del territorio. Dovranno essere questi – secondo la Conferenza Episcopale Italiana – gli assi portanti di un nuovo patto sociale per il lavoro. La proposta del Presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti, realizza uno dei principali obiettivi delle Settimane Sociali del cattolici italiani: la concretezza. Basta con le parole, è tempo di passare alle opere, dicono i vescovi, forti anche della raccomandazione del Papa che, nel suo videomessaggio a 1000 delegati, ha auspicato: «Le vostre riflessioni e il confronto possano tradursi in fatti e un rinnovato impegno al servizio della società italiana». Un impegno fondamentale, visto che «il sistema economico attuale ci fa andare su una bicicletta con la ruota sgonfia: è pericoloso – ha aggiunto il Pontefice – perché si pensa solo ai soldi, ma non alla qualità della vita e ai valori». E poi ancora: «Senza lavoro non c’è dignità ma non tutti i lavori sono degni. Ci sono lavori che umiliano la dignità delle persone, come quelli che nutrono le guerre con la costruzione di armi, che svendono il valore del corpo con il traffico della prostituzione e che sfruttano i minori». Poi ci sono il lavoro precario e il lavoro nero «che uccidono la dignità, uccidono la famiglia e la società».

La via dello sviluppo. I temi ambientali, del rispetto della natura, delle potenzialità occupative racchiuse nel recupero del territorio e nel restauro del patrimonio artistico e architettonico del nostro Paese sono stati il filo rosso che ha unito tutti gli interventi della prima giornata della Settimana sociale. Dal Papa al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha evidenziato nel suo messaggio “il bisogno crescente di un modello di sviluppo sostenibile, accompagnato da un modello sociale sempre più attento alla persona e alla comunità. Cresce il bisogno – ha scritto il Capo dello Stato - di una migliore armonia con l’ambiente, di una manutenzione e trasformazione dei paesaggi urbani e rurali in modo da accrescere la qualità del vivere e con essa le potenzialità economiche, le quali tendono invece a esaurirsi quando prevalgono ragioni di sfruttamento e diseguaglianza rispetto alla responsabilità verso le generazioni di domani».

L’impegno. Anche la Chiesa sarda ha indicato ai delegati, in rappresentanza di 225 diocesi, e alle autorità presenti due possibili campi d’impegno d’arare immediatamente, che Monsignor Arrigo Miglio a nome di tutti i vescovi isolani ha definito “Giardini”: l’ambiente e il patrimonio culturale, il mondo giovanile. Un ambiente, quello sardo, che il Presidente della Conferenza Episcopale Sarda ha paragonato, a un pezzo di paradiso terrestre.

Lavoro e dignità. Il Presidente del Comitato scientifico
e organizzatore delle Settimane sociali, monsignor Filippo Santoro, ha indicato alcune situazioni lavorative che “feriscono”: tra queste, come sottolineato anche da papa Francesco nel suo messaggio, c’è la vendita delle armi che riguarda anche situazioni presenti in Sardegna”.



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