«I pastori avranno i soldi entro metà novembre»

L’assessore all’Agricoltura: siamo l’unica Regione a dare risorse per le calamità Sul prezzo del latte: «Lavoriamo sulla programmazione, ma l’Oilos faccia di più»

SASSARI. I pastori ne hanno chiesto le dimissioni, lo accusano di non avere saputo gestire l’emergenza del loro comparto. Ma lui, Pier Luigi Caria, da marzo al timone dell’assessorato all’Agricoltura, non si scompone. Anzi, rimarca di avere fatto tutto il possibile per aiutare il settore ovicaprino colpito dalla siccità. E lo fa a poche ore della manifestazione che martedì a Cagliari riporterà in piazza il Movimento dei pastori per protestare contro le difficoltà emerse nella erogazione dei fondi della Regione.

Assessore, i pastori sono arrabbiati con lei...

«Guardi, in questi mesi ho visitato numerosi comuni e centinaia di aziende e ho avuto modo di constatare direttamente le grandi difficoltà attraversate dagli operatori del settore. Ecco perché da quando sono stato nominato, sia per il incarico che ricopro che per gli indirizzi ricevuti, in tutte le politiche che ho portato avanti ho cercato di tutelare al massimo i pastori. E questo l’ho fatto sia all’interno dell’Oilos, l’organismo interprofessionale del latte ovino sardo, che nelle azioni che ho messo in campo. Basta vedere con quali tempi record abbiamo recuperato le risorse per il settore».

Parla dei 45 milioni di euro stanziati dalla Regione.

«Certo. La legge è stata approvata il 14 settembre, il 21 è stata pubblicata sul Buras e il 27 la giunta ha fatto la variazione di bilancio. Poi abbiamo inviato al ministero la dichiarazione dello stato di calamità estesa a tutta la Sardegna. Il 3 ottobre abbiamo pubblicato le linee guida e il 16 aperto le domande. Infine, il 26 è stato emanato il decreto ministeriale di riconoscimento dello stato di calamità, che è lo strumento che, una volta pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, consentirà l’avvio dei pagamenti a tutti i beneficiari, a tutti i produttori del settore ovicaprino. In poco più di un mese abbiamo chiuso un lungo iter procedurale burocratico. Cosa mai vista in Sardegna».

Eppure i pastori protestano perché l’erogazione dei fondi è legata alla loro situazione contributiva: per chi non è in regola il bonus verrà ridotto in base alle pendenze.

«I 45 milioni ci sono tutti e ogni pastore prenderà 13 euro a capo. Siamo l’unica regione che allo stato attuale ha messo i soldi per le calamità naturali a fronte di altre 11 che hanno vissuto la stessa emergenza. Il tutto lo abbiamo fatto in tempi veloci, ma ovviamente nel rispetto del quadro legislativo e normativo vigente che purtroppo, nonostante lo stato di necessità, non consente deroghe sulle verifiche dell’Inps. Un discorso che è sempre valso per i pagamenti della Pac, il Psr, e anche per questo aiuto. Una verifica che non è stata eliminata neanche di fronte ad altre emergenze: i terremoti su tutti. Ma non è vero che abbiamo chiesto il Durc. Anzi, abbiamo previsto una procedura ultrasemplificata. Per non avere ritardi abbiamo coinvolto tre agenzie: Agris, Laore e Argea. All’Agris va comunicata la produzione delle fatture degli ultimi due anni, uno strumento che ci permetterà finalmente di sapere quanto latte viene veramente prodotto nell’isola. E invito anche quella piccola parte di pastori che non è in grado di produrre le fatture del latte, avendolo autoconsumato, a inviare una Pec ad Agris con la dichiarazione di quanti litri ne ha consumato in due anni e a presentare domanda per le risorse. Sarà mia cura fare una circolare per raccogliere queste poche pratiche in modo da non escludere nessuno dai benefici».

I pastori quando inizieranno a ricevere i pagamenti?

«Il decreto del ministero è del 27, entro 15 giorni dovrà essere pubblicato sulla Gazzetta ufficiale. Al massimo a metà novembre, dunque, avremo i codici e potremo iniziare a pagare. L’importante è che i pastori presentino le domande. Finora ne abbiamo ricevuto solo 1.500, ce ne aspettiamo tra le 12 e le 14mila. Dopo la Pec all’Agris con le fatture bisogna presentarsi in uno dei 32 uffici Laore, consegnare i documenti di identità e dare il codice Iban. L’istruttoria delle pratiche sarà a cura dell’Argea».

Assessore, le emergenze nel settore sono una costante. Sarà mai trovata una soluzione definitiva?

«Noi quest’anno siamo dovuti intervenire perché siamo di fronte a una situazione straordinaria, determinata sia da eventi climatici che dall’abbassamento del prezzo del latte. Ecco perché abbiamo stanziato 45 milioni solo per questo comparto. Ma inizialmente la volontà del Consiglio, della giunta e del presidente Pigliaru era quella di fare un intervento strutturale che favorisse la ripresa del prezzo del latte. Poi però abbiamo dovuto fare una parziale marcia indietro per mettere in sicurezza le greggi e dare il contributo ai pastori».

Cosa può fare la Regione per evitare che ogni pochi anni si ripresentino simili emergenze?

«Quello che già sta facendo. La Regione ha messo in piedi Oilos, che a onore del vero dovrebbe fare un po’ di più il suo lavoro. Al suo interno c’è tutta la filiera: i pastori, i produttori e anche le associazioni agricole. È vero, Oilos non può stabilire il prezzo del latte, ma può attivare una programmazione delle produzioni. Ma non c’è solo questo. È stato creato un bando per l’internazionalizzazione delle tre Dop, che consentirà di posizionarsi nei mercati attuali, Stati Uniti su tutti, e di aggredirne di nuovi. Infine, l’accordo con gli istituti di credito sul pegno rotativo».

L’agricoltura è un assessorato complesso: si è mai pentito di avere accettato l’incarico?

«Sapevo che c’era una situazione difficile. E per questo dal primo giorno ho dato tutto me stesso per risolvere tutti i problemi che riguardano il comparto dell’agricoltura. In questo momento la nostra attività viene svolta quotidianamente con una attenzione particolare all’ovicaprino ma senza trascurare gli altri settori della
agricoltura e della pesca, che coinvolgono migliaia di operatori e famiglie».

Martedì a Cagliari c’è la manifestazione: cosa vuole dire ai pastori?

«Li invito a presentare le domande, i soldi ci sono e a breve li incasseranno».

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