Massima allerta a Sassari dopo la rissa e le molotov

Presidiato il centro di accoglienza. Oggi un’assemblea per favorire il dialogo

SASSARI. La tensione resta altissima nel quartiere sassarese di Santa Maria di Pisa e il silenzio surreale che circonda il Pime, il centro d’accoglienza preso di mira venerdì notte con il lancio di due bottiglie incendiarie è la conferma che nel rione qualcosa ancora ribolle.

Dopo la guerriglia di venerdì mattina e le molotov scagliate la stessa notte contro le pareti del centro che ospita 146 migranti africani, le auto di polizia e carabinieri presidiano giorno e notte il muro di cinta del centro per profughi e tengono d’occhio tutte le possibili vie d’accesso alla struttura. Si teme che qualche testa calda voglia soffiare sul fuoco dell’odio e dell’intolleranza che in questi giorni più che mai si alimenta senza controllo sulle pagine dei social network. Intanto per domani mattina il prefetto di Sassari, Giuseppe Marani, ha convocato in prefettura una riunione straordinaria delle forze dell’ordine per fare il punto della situazione e coordinare le azioni di controllo. Il Comitato di ordine e sicurezza dovrà fare i conti con una situazione che minacciava di esplodere da tempo. La guerriglia urbana scoppiata nel rione popolare di Santa Maria di Pisa fra residenti del quartiere e una trentina di ragazzi del centro di accoglienza di via Solari è sfociata dopo mesi di una forte intolleranza che montava silenziosamente nel quartiere. Nei dintorni di piazza Dettori, dove venerdì mattina all’ora dell’uscita delle scuole è esplosa la violenza, i mesi scorsi c’erano stati già degli episodi preoccupanti che forse non sono stati tenuti in seria considerazione. E il confronto sociale, in un quartiere complesso e carico di difficoltà, è diventato sempre più aspro. Fino allo scontro di tre giorni fa, quando una settantina di persone si sono fronteggiate impugnando bastoni e spranghe e tirandosi bottiglie e pietre che hanno sfiorato passanti e bambini che tornavano a casa per pranzo. Intanto dopo le prime quattro denunce (due ventenni sassaresi e due africani di 18 e 19 anni) prosegue il lavoro della squadra mobile per identificare tutti i partecipanti alla maxi rissa che ha causato il ferimento di quattro persone, fortunatamente già dimesse dall’ospedale. Gli investigatori stanno indagando anche sulle bombe molotov lanciate contro la facciata del centro di accoglienza tra
via Solari e via Cilea.

La risposta della comunità arriverà questa sera, alle 19 in piazza Santa Caterina, da un comitato spontaneo che ha invitato la cittadinanza a un’assemblea che ha l’obiettivo di stigmatizzare l’odio razziale a favore del confronto pacifico e del dialogo.

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