La Vespucci attracca alla Maddalena dopo 43 anni

La nave scuola della Marina ritorna nell’isola per festeggiare i 250 anni della città

LA MADDALENA. La sua età l’ha resa sempre più affascinante e desiderata. La nave scuola Amerigo Vespucci domani sera lancia gli ormeggi nell’isola. Un regalo speciale che la Marina militare italiana ha voluto fare alla comunità che festeggia 250 anni dalla fondazione. La vecchia signora del mare, 101 metri di antica eleganza, ormeggerà proprio nel cuore dell’isola dopo 43 anni di assenza. La sosta è l’ultima del viaggio sulle onde della Vespucc, cominciato a fine settembre da Livorno. Ha fatto tappa a Civitavecchia, Chioggia, Venezia, Trieste, Taranto e Castellammare di Stabia. Nella città campana 86 anni fa, sotto la supervisione del direttore e responsabile della progettazione Francesco Rotundi, fu impostata, costruita e varata. In ogni porto è stata accolta con una grandissima partecipazione di pubblico. Sono 53mila i visitatori saliti sullo splendido veliero. Un mini tour che dopo la tappa della Maddalena si concluderà con il rientro alla Spezia. «Una visita che la comunità maddalenina accoglie con sentimenti di gioia e onore – commenta il sindaco Luca Montella – , ancora di più in un anno così importante per noi, i 250 anni della fondazione della città. Una presenza che sottolinea ancora una volta lo stretto legame che c’è tra la nostra isola e la Marina militare italiana».

Le visite. Venerdì il pubblico potrà visitare la nave scuola. Dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30.

La storia. La costruzione del veliero fu deciso nel 1925. Era arrivato il momento di mandare in pensione la vecchia nave scuola della Marina che portava lo stesso nome. Progettata nel 1930 fu varata nel 1931. E da allora è simbolo di eccellenza dell’Italia nel mondo.

«Siete la nave più bella». Quando la portaerei americana Uss indipendence incrociò la Vespucci nel Mediterraneo nel 1962 ci fu uno scambio di lampeggi. Al più classico “Chi siete?” seguì la risposta “Nave scuola Amerigo Vespucci, Marina militare italiana”. La replica fu immediata. “Siete la più bella nave del mondo”.

Il motto. «Non chi comincia ma quel che persevera». Il motto della Vespucci esprime la sua vocazione alla formazione e all’addestramento dei futuri ufficiali della Marina militare. I precedenti motti erano stati «Per la patria e per il re», sostituito nel 1946 con «Saldi nella furia dei venti e degli eventi».

La curiosità. C’è un legame speciale tra la Vespucci
e la Gallura. Il nostromo della nave scuola dal 2007 al 2009, Antioco Tilocca, vive e lavora a Olbia. E il basamento in legno pregiato del trofeo della “Remata dei mestieri”, il palio da lui ideato, proviene dalla coperta dell’“Amerigo Vespucci”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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