Arriva la Vespucci in fila per ammirare la regina dei mari

La «nave più bella del mondo» è ritornata dopo 43 anni Il comandante: «Un regalo all’isola per i suoi 250 anni»

INVIATA ALLA MADDALENA. Lo sguardo corre verso l’alto. Si arrampica in cima all’albero di maestra che domina il mare da 54 metri. Scivola sulla bandiera dell’Unicef, sul tricolore, si incanta sull’arabesco di poppa, legno foderato di foglia d’oro. Il fascino senza tempo della nave Amerigo Vespucci ipnotizza 4mila persone. Eleganza antica, che toglie il fiato. La visita del veliero varato nel 1931 è il dono della Marina militare all’isola per il suo 250esimo compleanno, 43 anni dopo l’ultima volta nell’isola. Una giornata indimenticabile per una comunità legata da sempre alle stellette. In centinaia avevano atteso il suo arrivo e altrettante le hanno detto arrivederci, quando ieri notte ha mollato gli ormeggi. Rotta verso casa. Alla Spezia la nave da 101 metri entrerà in cantiere per un restyling generale, prima di riabbracciare le onde alla fine della primavera.

In fila per la star. La signora dei mari brilla sotto il sole di novembre. Alle 8 del mattino c’è già la fila per salire a bordo. La nave costruita nel cantiere navale di Castellamare di Stabia è la star da immortalare in centinaia di foto e selfie. Il Vespucci mette d’accordo tutti. Piace ai bambini come agli adulti e agli anziani. Un simbolo di eccellenza italiana sul quale gli allievi dell’Accademia imparano la vita di mare. Per i civili è come entrare in un mondo sconosciuto, in cui disciplina, bellezza e storia convivono in una sintesi perfetta.

Legame storico. L’arrivo a bordo del sindaco della Maddalena Luca Montella e del comandante del Vespucci Roberto Recchia è scandito dal suono del fischietto del nostromo. «Siamo onorati e felici di essere alla Maddalena per offrire una testimonianza della vicinanza della Marina all’isola nei 250 anni della fondazione – ha dichiarato il comandante Recchia –. La Marina ha un rapporto storico con La Maddalena, un legame solido, fatto di tradizione e di tante attività che i maddalenini hanno svolto per la Marina e viceversa. Su questo territorio, sede dell’arsenale e della scuola Sottufficiali tanti isolano hanno servito, servono e serviranno la patria attraverso la Marina. La nostra presenza è la testimonianza di questo legame».

Sogno a vela. In molti avevano sperato di vedere le 24 vele del Vespucci spiegate. In quei 2635 metri quadri di tela c’è l’altra grande bellezza della nave scuola della Marina. Ma l’assenza di vento non lo ha permesso. Il veliero è entrato e uscito dal porto a motore, scortato dai rimorchiatori. «La vocazione della nave è andare a vela ogni volta che ce n’è la possibilità – sottolinea il comandante Recchia –. Durante la campagna di istruzione dello scorso anno, dal rientro dagli Stati Uniti, il 70 per cento della navigazione è stata a vela. Il Vespucci predilige venti poppieri importanti». A una nave di oltre 4mila tonnellate serve una spinta di spessore per scivolare sulle onde solo con il vento. Il record di velocità, 14,6 nodi, lo stabilì il comandante Agostino Straulino, all’uscita dal porto di Taranto.

Vespucci di Sardegna. Sono quindici i sardi imbarcati sul Vespucci. Nocchieri, motoristi, infermieri, telecomunicatori. Forte il legame con La Maddalena. «A bordo ci sono 250 persone, più del 50% sono nocchieri e tecnici di macchine che si sono formati nella scuola sottufficiali della Maddalena», spiega il comandante.

Arrivederci. Alle 21,38, dopo aver illuminato la notte isolana con
gli alberi vestiti da tricolore, il Vespucci saluta La Maddalena. Con movimenti lenti, maestosi, esegue la manovra di disormeggio e punta la prua verso Palau. Dalla banchina in banchina in centinaia applaudono, salutano con la mano alzata e gli occhi umidi. Arrivederci signora del mare.

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