I sindaci: non chiudete le banche

Undici Comuni protestano contro la serrata degli sportelli nei paesi dell’interno

CAGLIARI . Levata di scudi dei sindaci di Collinas, Gesturi, Furtei, Suelli, Barrali, Selegas, Genoni, Escolca, Olzai, Triei e Torralba contro il Banco di Sardegna per la chiusura degli sportelli delle filiali che prima operavano negli undici Comuni.

In un comunicato, inviato anche alla Regione e al Consiglio regionale, i primi i cittadini denunciano «la decisione unilaterale dell’istituto di credito, che continua a perseguire solo la strada del profitto senza preoccuparsi degli effetti sociali del suo ultimo piano di riorganizzazione».

Secondo i sindaci le scelte operate dal Banco di Sardegna sono un altro segnale preoccupante di «come continuino a essere penalizzati quei territori già messi a dura prova dalla chiusura di scuole, servizi sanitari e uffici pubblici». È un processo di «impoverimento e desertificazione che non possiamo accettare», è la protesta dei Comuni che sollecitano il Banco di Sardegna e la Bper, società controllante, a «ritornare sui loro passi semmai con l’apertura degli sportelli in giorni prestabiliti della settimana, quando non fosse possibile il tempo pieno».

Perché – è scritto in un altro passaggio del comunicato – «il disservizio avrebbe contraccolpi sull’economia, con la sicura chiusura di diversi conti correnti. Ma anche sulla popolazione più anziana, che sarebbe costretta a spostarsi in altri Comuni e che spesso non è in grado di farlo, per continuare ad avere rapporti con il Banco di Sardegna».

Per gli undici sindaci è «indispensabile che l’Anci, l’associazione dei Comuni, e la Regione intervengano con decisione sui vertici dell’istituto di credito per scongiurare la chiusura degli sportelli e fermare un piano industriale che, negli ultimi anni, ha impoverito la Sardegna e soprattutto reso ancora più difficile la vita quotidiana in territori dove le comunità sono impegnate a non farsi travolgere dallo spopolamento, nonostante i continui tagli dei servizi compresi quelli essenziali». La lotta
alla spopolamento passa anche dalla chiusura degli sportelli delle filiali delle banche. Un servizio necessario per il territorio che ha già subito il ridimensionamento del servizio postale e che, in queste condizioni, rischia di perdere un altro servizio fondamentale per i cittadini.

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