Sciopero di Cobas e Usb oltre 100 persone in piazza

CAGLIARI. In Sardegna, circa il 20% dei dipendenti di tutti i settori pubblici e privati ha aderito allo sciopero generale proclamato da Usb, Cobas e altre sigle per protestare contro l'accresciuta...

CAGLIARI. In Sardegna, circa il 20% dei dipendenti di tutti i settori pubblici e privati ha aderito allo sciopero generale proclamato da Usb, Cobas e altre sigle per protestare contro l'accresciuta prevaricazione dei rapporti di lavoro, i contratti da fame, il lavoro gratuito offerto a giovani e meno giovani, gli stessi costretti a emigrare per trovarne uno decente. «Lottiamo per riprenderci ogni singolo diritto che il governo nazionale e regionale sta demolendo pian piano, per recuperare la dignità – spiega uno dei portavoce Usb, Federico Angius, durante il presidio organizzato in via Roma a Cagliari sotto il palazzo del Consiglio regionale – sentiamo parlare di ripresa economica, ma ogni giorno assistiamo a massacri sociali di proporzioni bibliche». Tra gli oltre 100 in piazza i rappresentanti di tutte le categorie, pubbliche e private: insegnanti, appalti delle scuole, logistica, dipendenti del Ctm, ex dipendenti della Fluorite
Silius in liquidazione. E dell'Aias. Come Armando Ciosci (Usb). «È arrivata l'ora che l'Ats faccia valere la delibera che prevede il rispetto del contratto nazionale di lavoro da parte delle aziende in convenzione: Aias ci deve 8 stipendi e l'ispettorato del lavoro dovrebbe intervenire».

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