Ponti e canali tombati, in Sardegna al via interventi per 90 milioni di euro

La Regione attinge dai fondi del Patto per la Sardegna. Prime opere subito, per le altre accordo con il Ministero

SASSARI. Ponti da demolire, alcuni da ricostruire e altri destinati a sparire per sempre perché frutto di progetti sbagliati, ideati senza tenere conto del rischio idrogeologico. In Sardegna l’elenco di situazioni pericolose è molto lungo: ci sono diversi paesi venuti su sopra canali tombati, ci sono fiumi che scorrono su letti troppo stretti dai quali possono esondare invadendo quartieri e città. L’isola fa i conto con numerosi casi di urbanistica selvaggia alla quale la natura può decidere di presentare il conto. La Regione prova a metterci una pezza. E lo fa attingendo dai fondi del Patto per la Sardegna siglato nel 2016 con il governo Renzi, una fetta dei quali sono riservati agli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico. Venerdì 17 il governatore Pigliaru e l’assessore ai Lavori pubblici Edoardo Balzarini illustreranno nel dettaglio i progetti approvati dalla giunta, alcuni immediatamente eseguibili e altri valutati come prioritari ma legati alla stipula di un accordo di programma con il Ministero dell’Ambiente. Complessivamente le risorse messe a disposizione grazie al Patto per la Sardegna- Fsc (Fondo sviluppo e coesione 2014-2010) ammontano a 90 milioni di euro.

La prima tranche ne comprende circa una decina per un importo di 15milioni di euro: tra gli interventi previsti c’è la demolizione e ricostruzione del ponte sul fiume a Budoni, analogo caso a San Gavino, l’abbattimento del ponte sul fiume Tirso a Bottidda, la demolizione e ricostruzione del rio Mare e Foghe in comune di Zeddiani, la demolizione del ponte a Bancali (Sassari) costruito sul rio Ottava. L’importo per ciascuno degli interventi è compreso tra i 700mila e i 2milioni di euro. Molto più consistente invece la cifra che sarà destinata agli interventi di miglioramento della funzionalità statica e idraulica del ponte di Oloè e del ponte sull’ex statale 125 tra Muravera e Villaputzu: in entrambi casi le risorse ammontano a 4 milioni di euro. Circa un terzo del’importo destinato al completamento e sistemazione idraulica del fiume Cedrino e del ponte di accesso a Galtellì, sul quale sono in corso le verifiche da parte dei tecnici della Regione.

C’è poi un’altra tranche di interventi per la cui realizzazione serviranno oltre 50milioni di euro: la Regione ha stilato l’elenco, per avviare i cantieri è necessario stipulare un accordo di programma con il ministero dell’Ambiente. L’elenco riguarda l’eliminazione dei rischi legati alla presenza di canali tombati che scorrono sotto la pelle di numerosi Comuni.

Tra i vari casi ce ne sono alcuni considerati più gravi di altri e per questo finanziati con importi maggiori. Per esempio Solarussa e Tula, o Bultei in Goceano, dove il canale scorre per un chilometro sotto le strade e la piazza del paese. (si. sa.)


 

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