Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui

Pane, miele e olio: eccellenze in vetrina

In diecimila al mercato di Campagna Amica allestito per celebrare la ricorrenza

SASSARI. Centoventicinque stand, oltre 200 espositori, degustazioni e spettacolo fino a tarda sera. E ben diecimila partecipanti, secondo la stima degli organizzatori. Piazza d’Italia passerella del comparto agricolo per la festa regionale del Ringraziamento. Un evento speciale organizzato da Coldiretti nel segno della riconoscenza per l’esito dell’annata agraria, che cade in un momento propizio: dopo sei mesi di siccità, la pioggia ha appena fatto la sua comparsa. Istituita circa 70 anni fa e divenuta itinerante, quest’anno è approdata a Sassari. In contemporanea si sono svolti anche i tradizionali mercati di Nuoro, Monserrato e Quartu. Era il 1951 quando Paolo Bonomi, primo presidente della Confederazione, propose ai vescovi italiani di istituire l’evento. Idea che, non solo venne accolta, ma la ricorrenza venne inserita nel calendario liturgico e da allora celebrata ogni anno.

Il via con il taglio del nastro del consueto mercato di Campagna Amica che ha aperto i battenti nel salotto buono della città. Ma prima la Santa Messa, animata dal Coro di Usini e concelebrata nel cortile interno dello Sciuti dall’arcivescovo Gian Franco Saba e dal consigliere ecclesiastico di Coldiretti don Mario Tanca. Oltre ai vertici della Confederazione, c’erano il direttore generale e il presidente del Banco di Sardegna, Giuseppe Cuccurese e Antonello Arru, il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau e una rappresentanza del Comune.

Dopo la benedizione degli stand, via alla manifestazione che raccoglieva l’eccellenza della produzione agroalimentare. Per il folto pubblico di consumatori e curiosi l’imbarazzo di una scelta davvero difficile, tra il miele di Zeddiani e la birra artigianale di Bitti, il formaggio di Osilo e gli agrumi di San Sperate, il torrone di Tonara e i vini di Santa Maria La Palma, i conigli di Laerru, carne, frutta, verdura e tanto altro. C’era perfino il tecnico agrario Pellegrini con l’olio appena franto. Non solo prodotti a chilometro zero e aziende in rappresentanza di un settore in netta ripresa, ma fattorie didattiche, lezioni all’aperto per illustrare la preparazione del pane, delle confetture, di miele, vino e formaggio. Un’area dedicata all’agricosmesi con preparati per la cura del corpo prodotti naturalmente come le saponette di latte d’asina e il sapone di lentischio. Ancora, il battesimo della sella, la mostra ornitologica e le maschere intagliate nel legno.

Quindi le degustazioni di specialità tipiche preparate per l’occasione. Pasta di grano sardo condita con la passata di pomodoro “Io sono sardo”, agnello Igp, carne e verdure abbinati a una selezione di vini o birre artigianali. Nel pomeriggio, la musica a farla da padrona con la conduzione di Giuliano Marongiu e un folto gruppo di artisti.

«L’agricoltura vive una stagione difficile – dice Luca Saba direttore regionale di Coldiretti – ma le difficoltà si superano anche con la speranza e questa è una giornata che fa ben sperare, c’è un interesse nuovo nei confronti della terra e dei suoi prodotti, non soltanto dei consumatori, ma soprattutto dei giovani imprenditori che decidono di investire nell’agroindustria dove il rapporto diretto tra chi produce e chi consuma è un valore aggiunto su cui puntare per indirizzare il mercato verso la svolta tanto auspicata». (a.m.)