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Schiacciato dal trattore, muore un pensionato

Il mezzo si è ribaltato mentre Giampiero Murtas arava un terreno. Il corpo trovato dal figlio

SILIUS. È rimasto schiacciato dal trattore che si è ribaltato mentre, nelle campagne di Silius, stava arando un terreno di sua proprietà in una zona particolarmente impervia. La tragedia è avvenuta in località “Su Nuraxi” nei pressi dell’azienda di famiglia. La vittima è Giampiero Murtas, un pensionato di 66 anni, di Silius, che ha lavorato per 30 anni nella miniera di fluorite di Muscadroxiu. All’incidente avvenuto nella mattinata di ieri non hanno assistito testimoni. A fare la terribile scoperta è stato poco dopo mezzogiorno Andrea, uno dei cinque figli della vittima. Per Gian Piero Murtas purtroppo non c’era più niente da fare. Sul posto sono intervenuti l’equipe della medicalizzata del 118, i vigili del fuoco del distaccamento di San Vito e i carabinieri della stazione di San Nicolò Gerrei e della compagnia di Dolianova guidati dal tenente Pasquale Pinelli e dal maresciallo Valerio Marini. Il corpo di Gian Piero Murtas è stato rimosso solo dopo l’imbrunire e, così come disposto dal magistrato di turno, è stato trasportato al cimitero di Silius. La notizia della disgrazia diffusasi nel primo pomeriggio ha suscitato grande nel paese del Gerrei. Decine di persone, parenti, amici, ex colleghi di lavoro, si sono recate nel luogo della tragedia dove hanno sostato in silenzio, tenuti a debita distanza dai militari. Gian Piero Murtas dava una grossa mano d’aiuto al figlio Andrea nella conduzione dell’azienda familiare che aveva creato con grandi sacrifici poco prima di andare in pensione e della quale era orgoglioso. «Giampiero era una persona stimata e ben voluta da tutti - afferma il sindaco di Silius Marino Mulas - Un uomo da portare ad esempio». «Mi dispiace tantissimo - sottolinea Giacomo Migheli, segretario ragionale della Filctem Cgil - Ho conosciuto Giampiero, un nostro iscritto, una persona squisita, un grande lavoratore».

L’abitazione della vittima, in vico Cagliari, sino a tarda sera è stata meta di un mesto e continuo pellegrinaggio. In tanti hanno manifestato la propria vicinanza e cordoglio alla
moglie Giovanna Zedda e ai figli Silvio, minatore come il padre, dipendente della “Fluorite di Silius”, Costantino, Francesca, Andrea e Valentina, affranti dal dolore. «Sono costernato - dice il fratello Bonifacio (noto Lillino)- trattenendo a stento le lacrime. Ha fatto una fine atroce».

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