Addio al Galsi, fuori dai progetti prioritari italiani per l'Ue

Avrebbe dovuto portare il gas dall'Algeria alla Toscana attraverso la Sardegna

CAGLIARI. Galsi addio. L'Italia resta al centro di 15 progetti energetici prioritari dell'Ue, rispetto ai 16 di due anni fa, confermando il suo «ruolo importante della creazione di un hub del gas nel Mediterraneo» e il lavoro per migliorare le sue interconnessioni elettriche con il resto d'Europa. Resta strategico il gasdotto Tap mentre esce di scena il Galsi tra Sardegna e Algeria, ed entra invece l'Elmed, l'interconnessione elettrica tra Sicilia e Tunisia.

Il tutto è emerso dalla lista della Commissione Ue, che ha rivisto quella del 2015 decurtandola complessivamente di 22 progetti passati così da 248 a 226, tra quelli già completati e quelli non più considerati chiave. I 15 progetti che coinvolgono l'Italia sono in buona parte gli stessi della lista del 2015. Di questi 7 sono relativi all'elettricità.  Altri 6 sono nel gas, a parte il Galsi che esce di scena.

Il  Galsi, sigla di "gasdotto Algeria Sardegna Italia", ha una storia iniziata nel 2003 con la costituzione di un consorzio societario, con un capitale di 10 milioni di euro, composto da Sonatrach 41,6%, Edison 20,8%, Enel 15,6%, Sfirs (Regione Sardegna) 11,6%, gruppo Hera 10,4%. Il progetto prevedeva una lunghezza di 830 chilometri, di cui 270 in Sardegna e 560 offshore nel Mediterraneo.

Il tracciato sarebbe dovuto partire dalla stazione di El-Kala, in Algeria, per approdare a Porto Botte, in comune di Giba, da dove sarebbe dovuta salire verso nord riprendendo il mare nei pressi di Olbia per approdare, infine, in Toscana, nella zona di Piombino. 

Ad affondarlo intanto l'instabilità politica del territorio di partenza, investito dalla primavera araba che ha sconvolto il nord Africa fino ai confini del Magreb. Tre anni fa, inoltre, la Regione si era tirata indietro ed era uscita dalla società nata per realizzare il metanodotto. Il provvedimento, presentato dal presidente Francesco Pigliaru e concordato con gli assessori al Bilancio, Raffaele Paci, e all'Industria, Maria Grazia Piras, ratificava un orientamento nato nel consiglio di amministrazione della Sfirs

. La delibera conteneva anche gli atti di indirizzo per portare comunque il metano in Sardegna attraverso soluzioni alternative che si sono presentate con l'istanza della Gasdotti Italia e la conseguente decisione del Mise. DA oggi, 24 novembre 2017 c'è la pietra tombale sul progetto Galsi.

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